Il giardino resta chiuso: troppe piante pericolanti

L’area attigua alla Villa comunale potrebbe riaprire, ma la sicurezza è a rischio Necessaria la perizia di un agronomo: vanno individuati gli alberi da abbattere
ROSETO. «Il giardino della Villa comunale potrebbe riaprire anche domani, ma ci sono diverse piante pericolanti e servirebbe una perizia da parte di un agronomo per la sicurezza dei fruitori». A dirlo è Ivan Centola, operaio comunale, che insieme al giardiniere Francesco Trifiletti ha lavorato in questi mesi per rimettere in sesto il giardino e renderlo fruibile. Roseto però non ha un regolamento del verde e in tanti anni è stato fatto poco o nulla per gli alberi della Villa, alcuni di grande pregio come l’eucalipto sul retro della struttura. L’obiettivo dell’amministrazione è di riaprire il parco alla cittadinanza entro Natale.
«Qui negli anni sono stati tagliati gli alberi pericolanti», continua Centola, «ma purtroppo ce ne sono altri e io credo che, prima di riaprire al pubblico il giardino, il Comune debba fare delle verifiche sulla stabilità degli alberi presenti». Il 25 novembre del 2018 un pino d’aleppo del giardino della Villa, secco ormai da otto anni, cadde in via Matteotti sfondando il parabrezza di un furgone e il vetro posteriore di un’auto, e attualmente sul lato sud della Villa c’è un eucalipto che, in caso di intemperie, potrebbe perdere alcuni rami. Il prato del giardino comunque è pronto e curato, mentre per quanto riguarda la Villa bisognerà attendere almeno il 15 gennaio per la sua riapertura parziale. Le mattonelle del pavimento sono state posate e c’è anche un muro in cartongesso per rendere fruibile il piano terra, ovvero l’ex sala congressi, che sarà destinata al Coc, il centro operativo comunale per le emergenze. La Villa però è chiusa da cinque anni e mezzo e secondo il cronoprogramma, come d’altronde è scritto nel cartello di cantiere posto sul cancello centrale sulla Statale 16, i lavori iniziati il 24 giugno 2016, durante gli ultimi sei mesi dell’amministrazione guidata dall’ex sindaco Enio Pavone, avrebbero dovuto essere conclusi entro il 2 dicembre 2017.
Una prima perizia di variante però, dovuta a una serie di interventi non previsti, ha determinato un iniziale ritardo. La precedente amministrazione avrebbe voluto riaprire la Villa entro giugno 2018, ma è spuntata un’altra perizia di variante. I lavori sono stati bloccati due anni e mezzo e per questo la Dag costruzioni ha richiesto un risarcimento danni all’ex amministrazione comunale per il cantiere bloccato, inizialmente calcolato in 160mila euro, ma dopo un accordo bonario, ridotto a 65mila euro: a dicembre 2020 è stata raggiunta l’intesa e nei primi mesi del 2021 è stata approvata la perizia di variante per far ripartire i lavori.
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