Il giudice annulla il licenziamento del circolo tennis

8 Luglio 2016

TORTORETO. Il giudice annulla il licenziamento di Maurizio Di Pancrazio, storico dipendente del circolo tennis di Tortoreto. Dopo quasi 15 anni di lavoro a settembre 2015 era stato licenziato per un...

TORTORETO. Il giudice annulla il licenziamento di Maurizio Di Pancrazio, storico dipendente del circolo tennis di Tortoreto. Dopo quasi 15 anni di lavoro a settembre 2015 era stato licenziato per un cumulo di infrazioni disciplinari (cinque) che a giudizio del circolo tennis e dei suoi dirigenti avrebbe compromesso il rapporto fiduciario con il datore di lavoro. Il lavoratore, affidatosi al sindacato Cisal nella persona di Rosario Dalli Cardillo per l’impugnazione di tutte le contestazioni disciplinari, si è poi rivolto all’avvocato Sigmar Frattarelli ed ha impugnato il licenziamento.

Nei giorni scorsi il giudice del lavoro Daniela Matalucci ha disposto l’annullamento del licenziamento e la riassunzione del lavoratore alternativa al risarcimento del danno quantificato in sei mensilità, dichiarando il licenziamento infondato e illegittimo sotto plurimi profili e anche affetto, tra l’altro, dalla reiterata violazione del diritto di difesa del lavoratore. Non sufficientemente provato e dimostrato, invece, il mobbing «in quanto Di Pancrazio a volte rifiutava di “sottomettersi” ad ordini di servizio che reputava tecnicamente sbagliati o controproducenti per il Circolo» precisa Frattarelli. Delle cinque contestazioni disciplinari, alcune sono state dichiarate perfino illegittime come quando venne contestato a Di Pancrazio di essersi recato a fare il giudice arbitro durante un periodo di malattia. Scrive il giudice che «lo svolgimento dell’attività di giudice arbitro, dallo stesso sempre svolte negli anni pregressi, era presumibilmente utile al recupero delle forze psicofisiche ed alla più sollecita guarigione della malattia”. Di Pancrazio non riavrà il posto perché il Circolo Tennis intende liquidarlo ma « noi insisteremo ancora in giudizio per ottenere anche l’ordine di reintegrazione nel posto di lavoro».(a.d.p.)

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