Il giudice: la Badia di Corropoli torna di proprietà della Asl

17 Novembre 2021

Battuto in giudizio il Comune, che ha gestito l’abbazia per quarant’anni investendo sull’immobile quasi 900mila euro. Il sindaco Vallese: «Siamo frastornati, non possiamo che fare appello»

CORROPOLI. La Badia celestiniana di Corropoli torna di proprietà della Asl di Teramo. A stabilirlo è stato il giudice del tribunale civile di Teramo, Silvia Fanesi, che pone fine alla lunga diatriba sulla proprietà dell’abbazia cinquecentesca di Santa Maria in Mejulano. Nella causa promossa dalla Asl di Teramo contro il Comune, dunque, l’ha spuntata la prima, a cui l’ente dovrà riconsegnare le chiavi dello storico complesso. La causa era stata incardinata nel 2013 e ora è giunta a sentenza chiudendo una questione durata almeno 40 anni.
Il monastero benedettino era, all’epoca, preventorio antitubercolare e, quindi, di proprietà del consorzio provinciale antitubercolare. Negli anni Settanta, con la soppressione per legge delle mutue e con il passaggio di proprietà alle nascenti Unità locali socio sanitarie, la badia passò alla gestione del Comune di Corropoli in attesa che le Ulss acquisissero personalità giuridica. Negli anni, il Comune ha fatto investimenti per quasi 900mila euro a cui, più recentemente, si sono aggiunti i soldi degli sms post sisma. Tanto che, nella causa, l’ente locale non solo ha chiesto al giudice di confermare la proprietà, ma in subordine di ottenere il saldo degli investimenti dalla Asl oltre interessi e rivalutazione. Il giudice ha respinto ogni eccezione, confermando la tesi del legale di fiducia della Asl, Danilo Consorti, che ha chiesto né più né meno quanto stabilito della legge, ossia il riconoscimento della proprietà all’azienda sanitaria locale di Teramo. Nonostante, infatti, la normativa prevedesse la consegna del bene alla Asl di Teramo, il Comune non l’ha mai fatto. Ora sarà costretto in forza di una sentenza. A margine di questo, intanto, alcuni cittadini hanno ottenuto l’usucapione di terreni e cascinali situati attorno all’abbazia, divenendone proprietari.
Il Comune annuncia ricorso in appello. «È una sentenza che ci ha lasciati frastornati», dice il sindaco di Corropoli, Dantino Vallese, «la Badia è sempre stata la “nostra” Badia, un patrimonio del nostro paese e della nostra vallata. È parte del nostro patrimonio storico e culturale. In questi anni il Comune ha investito molte risorse per difendere la proprietà della Badia e sicuramente noi continueremo a farlo. Questa sentenza pur rispettandola non possiamo condividerla ed è per questo che daremo corso all’appello. Nei prossimi giorni avvierò incontri per definire l’iter da seguire».
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