«Il giudice non archivi i due carabinieri»

2 Gennaio 2017

E sul caso del tunisino ucciso durante un blitz antidroga, i familiari della vittima contro la richiesta del pm

TERAMO. E’ stato un ultimo dell’anno con festeggiamenti in piazza e, fortunatamente, nessun ferito da botti quello trascorso nel capoluogo. In città rafforzate le misure antiterrorismo con barriere anti-Tir sistemate in corso San Giorgio in occasione del concerto della serata del 31 e numerose pattuglie di polizia e carabinieri che hanno presidiato piazza Martiri della Libertà. Nei quattro pronto soccorso nessun ferito da botto, mentre ieri mattina falso allarme per un pacco in viale Bovio, a pochi metri dalla questura. A chiamare il 113 sono stati alcuni passanti che hanno notato un pacco di cartone vicino ad un albero. Sul posto è intervenuta una volante che ha aperto il pacco: all’interno cenere da camino messa fuori casa in occasione della raccolta rifiuti. A Montorio, invece, dei petardi hanno danneggiato dei cassonetti.

Tanta musica e nessun problema al concerto di Capodanno organizzato dal Comune in piazza Martiri. Sul palco le band di Giuliano Palma e Nicoletta Dale hanno richiamato una folla soprattutto di giovani che hanno atteso la mezzanotte cantando e ballando nel cuore della città. L’arrivo del nuovo anno è stato salutato nella piazza riempita da migliaia di persone con un brindisi che, oltre agli artisti, ha visto la presenza del sindaco Maurizio Brucchi e dell’assessore al commercio Roberto Canzio. La festa è proseguita nella mattinata di ieri con giochi gonfiabili per bambini montati nello spazio tra il duomo e il vescovado. In serata uno sciame di adolescenti in visibilio ha osannato l’esibizione, sempre sul palco in piazza Martiri, del cantautore Briga reduce dalla partecipazione all’ultima edizione del talent show di Canale5 “Amici di Maria De Filippi”. Tutto bene se non fosse che la musica ad alto volume ha disturbato la messa delle 19 in cattedrale facendo arrabbiare il vescovo Michele Seccia. «È sempre la stessa storia», ha sottolineato prima della benedizione finale, «in Italia si rispettano tutti i diritti tranne che quelli della fede: se volessi mettermi in concorrenza, farei suonare le campane a festa».

Il Capodanno sulla costa, invece, è stato caratterizzato dal tradizionale tuffo in mare. A Roseto prima partita di calcio e poi bagno per la 27ª edizione. Come da copione, il primo a entrare in acqua è stato Paolo Di Donato, uno dei calciatori più longevi nella storia del calcio rosetano. Subito dopo si sono immersi anche altri componenti delle squadre di calcio che si sono affrontate poco prima sull’arenile come consuetudine ogni primo di gennaio.

Oltre a Di Donato, infatti, hanno sfidato i morsi delle gelide acque anche Paolo Di Bonaventura, Remo Mariani, Adriano D’Elpidio, Vincenzo Ferretti, la new entry Giuseppe Marini e Claudio Di Marco, ispettore della federazione calcistica italiana, il quale ha preferito tuffarsi vestito. Assenti giustificati: Vincenzo Angelozzi, convalescente, e Giampiero Iannetti, che non ha rinunciato al tuffo ma nelle acque del Salento. A Giulianova in venti si sono tuffati raccogliendo l’invito dei titolari dell’Hotel Baltic che hanno inaugurato l’iniziativa nel 2009 quando sulla costa erano ospiti gli aquilani colpiti dal sisma. I coraggiosi, tra cui una donna, vestiti da Babbo Natale, sono stati assistiti dal personale della Croce rossa di Giulianova.

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