Il giudice: pochi 2 anni per la morte di Nicole

Respinto il patteggiamento per l’amico che la portava in moto. Il padre della ragazza: «Fate valere le voci di chi non c’è più»
SANT’EGIDIO. Le parole servono a poco quando in un’aula di tribunale la cronaca incrocia il senso d’impotenza di chi deve sopravvivere ad una figlia di 19 anni morta in un incidente stradale .
Ma quando un giudice stabilisce che patteggiare due anni per quell’incidente «non è una pena congrua» un genitore può dire: «Fate valere le voci di chi non può parlare più». Amadio Eddy Angelini, imprenditore di Sant’Egidio alla Vibrata è il papà di Nicole che da 17 mesi non c’è più: è morta dopo che la moto guidata da un amico del suo fidanzato si è schiantata contro una macchina a Porto d’Ascoli. Per quell’incidente sono stati indagati il motociclista 21enne e la donna che era alla guida della vettura: per entrambi omicidio colposo in concorso. Ieri il gup Rita De Angelis ha accolto il patteggiamento ad un anno e dieci mesi per la donna (pena sospesa), mentre ha respinto quello a due anni per il centauro. «Pena non congrua» ha stabilito il giudice nel rinviare gli atti al pm titolare del fascicolo affinchè riveda l’entità della pena. Ci sarà un’altra udienza preliminare in cui si deciderà. «Non si può accettare un patteggiamento trenta minuti prima dell'udienza quando gli imputati hanno avuto 17 mesi per riflettere», dice il papà di Nicole rappresentato nel procedimento dall’avvocato Alessandra De Santis del foro di Ascoli, «c’è chi dice che la legge viene applicata ed interpretata per alcuni in Italia. Io dico grazie perchè ci sono ancora giudici, come De Angelis, che non accettano interpretazioni. Purtroppo Nicole non è qui per difendersi. Il suo soprannome era ed è "L'avvocato delle cause perse", ma oggi Nik, ha avuto una grande vittoria, in quanto la sua causa non è stata interpretata».
Angelini non nasconde la sua perplessità per il patteggiamento. «Rimango perplesso», dice, «sulla concessione di un patteggiamento ad una pena minima e chiedo di dare più peso alle considerazioni nell'accettare riti alternativi in questi casi perchè l'ultima voce di chi non può esprimersi più è nelle mani dei procuratori della repubblica e a loro dico fate valere le voci di chi non può parlare più». Nei giorni scorsi alla Camera è passato il progetto di legge sull’omicidio stradale che entro dicembre sarà esaminato anche al Senato: una nuova legge chiesta a gran voce soprattutto da decine di genitori di giovani morti sulle strade. Come Nicole, studentessa bella e sorridente in tutte le foto che raccontano un futuro che non c’è più. L’incidente avvenne nel tardo pomeriggio del 18 maggio di due anni fa invia Turati a Porto d'Ascoli. La ragazza era seduta sulla parte posteriore della sella di una Yamaha condotta da un amico del suo fidanzato. Doveva essere solo una breve passeggiata: per Nicole è stata l’ultima. La moto si schiantò contro la macchina e nel violento urto la ragazza venne sbalzata sull’asfalto ad una distanza di circa quaranta metri. Morì sul colpo, mentre il motociclista rimase ferito. Secondo l’accusa la moto viaggiava a velocità superiore al limite di 50 chilometri orari indicato nel punto in cui avvenne l'incidente. La donna che era alla guida dell’auto, invece, sempre secondo l’accusa non avrebbe rispettato all'incrocio la precedenza scontrandosi con la moto.
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