Il governo blinda il decreto sisma

Metterà la fiducia al Senato, stop alle richieste di Brucchi e degli altri sindaci
TERAMO. Il governo blinderà il decreto sisma al vaglio del Senato per il voto definitivo. Il termine per la presentazione degli emendamenti al testo licenziato dalla Camera è scaduto nel pomeriggio di ieri e il sindaco Maurizio Brucchi, tornato a Roma in mattinata proprio per avere indicazioni certe sul percorso di approvazione, ha sollecitato tramite l'Anci (l'associazione dei Comuni italiani) una serie di modifiche al provvedimento. Le correzioni riguardano gli aspetti già evidenziati nell'appello firmato dal primo cittadino con i suoi omologhi di Ascoli, Macerata e Spoleto per l'inserimento di deroghe all'ex patto di stabilità e l'attivazione di un fondo di compensazione relativo al minor gettito derivante dalla fiscalità locale e in particolare della tassa sui rifiuti. Molto probabilmente, però, queste richieste non saranno neppure esaminate in aula. «A quanto pare il governo non aprirà la discussione sugli emendamenti ponendo la fiducia all'approvazione del decreto così com'è», fa sapere il primo cittadino, «per cui resteranno le molte lacune del testo varato alla Camera».
Le misure a sostegno dei Comuni, però, potrebbero essere adottate tramite una soluzione alternativa. L'esecutivo Gentiloni, infatti, sarebbe orientato a inserirle in un provvedimento da allegare alla prossima finanziaria che sarà varato in aprile. Per questo Brucchi chiederà un incontro al governo in cui chiederà conferma su questa ipotesi.
Una mezza doccia fredda, dopo gli entusiasmi seguiti al viaggio di Brucchi e degli altri tre sindaci a Bruxelles, è arrivata anche dall'Unione europea. Da sette Paesi membri, tra cui la Germania, è partita la richiesta di un taglio ai fondi Fers per l'emergenza. Secondo questi stati, l'Ue dovrà stanziare il 90% della somma indicata dalla Commissione (circa 2,2 miliardi di euro). Questa presa di posizione è stata accolta con disappunto da Brucchi che ha immediatamente chiamato il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, di cui è stato ospite poco più di una settimana fa. «Il presidente mi ha assicurato che lo stanziamento resterà quello previsto», fa sapere il sindaco, «perché la richiesta dei sette Stati membri è che il 10% mancante sia stanziato direttamente dal governo italiano». (g.d.m.)
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