Il “Grillo” chiede al Comune un risarcimento di 28 milioni
Martinsicuro, la società del centro commerciale quantifica i danni per la vicenda dei permessi Entro Natale farà ricorso al Tar contro l’ordinanza di demolizione di alcune parti della struttura
MARTINSICURO. Nessuna tregua nella guerra tra la società che ha realizzato il centro commerciale "Grillo Centro affari" e il Comune di Martinsicuro. La società, oltre a far ricorso al Tar contro l’ordinanza emessa dall’ufficio urbanistica per la demolizione di alcune parti, chiede al Comune 28 milioni di danni. È la somma, tecnicamente da «danno emergente», che la società ha fatto quantificare da un perito di parte, riservandosi un’ulteriore richiesta per il danno da «lucro cessante» che potrebbe essere fatta in seguito a un’altra perizia.
Una somma che, se riconosciuta dai tribunali, porterebbe il Comune al dissesto finanziario. Dopo la sentenza emessa dalla Corte di appello dell'Aquila che ha assolto i progettisti perché il fatto non costituisce reato e i legali rappresentanti della società per non aver commesso il fatto, si è parlato di un accordo transattivo con il Comune ma nulla è stato concretizzato. Ora che il Comune ha emanato l’ordinanza di parziale demolizione la società vuole portare avanti la richiesta del risarcimento milionario.
La vicenda comincia nel 2003 con la proposta dell’azienda agricola Fratelli Pierantozzi per la realizzazione di strutture commerciali. Il Comune nel 2005 rilascia i permessi a costruire per circa 24mila metri quadri. Nel 2010, con il centro in avanzatissima fase di costruzione, il Comune comunica alla società “Grillo Centro Affari” di ritenere illegittime le superfici riducendole di circa il 50% e annullando i precedenti titoli. Ne scaturisce un’inchiesta penale che porta, sempre nel 2010, al sequestro preventivo delle opere per la parte ritenuta illegittima, e comincia un contenzioso giudiziario su due fronti. Dal punto di vista amministrativo i ricorsi della società per annullare la delibera con cui il Comune revocava i permessi a costruire iniziali sono stati tutti respinti: dunque deve considerarsi definita la dichiarazione di illegittimità della superficie originariamente stabilita, tanto che il Comune nel luglio del 2016 comunicò al Grillo l’avvio della procedura di demolizione. Le trattative tra società e le varie amministrazioni che si sono susseguite sono continuate ma senza nessun esito. Entro Natale la società presenterà ricorso al Tar contro la recente ordinanza di demolizione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

