Il gruppo Minerva verso il fallimento

Dichiarati improcedibili i concordati preventivi di sei società immobiliari collegate, i creditori non votano il piano
ALBA ADRIATICA. Verso il fallimento di un altro grande gruppo immobiliare in provincia di Teramo. Sono stati dichiarati “improcedibili” tutti e sei i concordati preventivi richiesti da altrettante aziende di Alba Adriatica, tutte collegate fra loro. In sostanza, una decina di giorni fa, le richieste di concordato sono naufragate in assenza della votazione dei creditori. Ora dunque si apre l’istruttoria di pre-fallimento, disposta dal giudice delegato ai fallimenti Giovanni Cirillo, per la Minerva Costruzioni srl, l'Alba Village srl, la Kent srl, la Terra Felice srl, la Green Village srl e l'Oltremare srl, che fanno capo, a diverso titolo, a Lorena Ciarrocchi e Agostino Di Berardino.
La domanda di concordato preventivo "in bianco" prevedeva, in sostanza, una fusione per incorporazione delle altre società alla Minerva, che poi avrebbe fatto un concordato in continuità. Lo scoglio maggiore, che ha determinato la bocciatura dell’ipotesi di concordato, è stato certamente la percentuale di soddisfacimento dei creditori chirografari, che si era fermata al 3%. Un’inezia, rispetto ad una eventuale cartolarizzazione degli immobili – possibile con il fallimento – che al 25% del valore prevede un gradi di soddisfazione maggiore. Un ragionamento che certamente hanno fatto gli istituti di credito.
Le cause del tracollo del gruppo immobiliare sostanzialmente affondano nella crisi dell’edilizia. Alcune delle società immobiliari in questione, infatti, negli ultimi anni hanno acquistato terreni e costruito parecchi immobili nella zona, perlopiù palazzi destinati a seconde case al mare con un tipo di edilizia essenziale. Molti appartamenti, a causa della crisi economica che ha avuto pesanti ripercussioni nel settore immobiliare, sono rimasti invenduti. Le società hanno cercato di reagire, attirando clienti da fuori Abruzzo, rivolgendosi anche al mercato campano, e abbassando i prezzi. Ma evidentemente non è stato sufficiente. Tanto che sono stati anche retrocessi all'amministrazione alcuni permessi a costruire. Tra le palazzine realizzate dalle sei società del gruppo con capofila la Minerva potrebbero essere interessati appartamenti, garage e locali rimasti invenduti soprattutto nella zona di Villa Fiore. Ma di proprietà del gruppo ci sarebbero ancora immobili sul lungomare e nella zona nord ma anche nella vicina Tortoreto. Tutte da quantificare, insomma, le dimensioni del probabile fallimento e le sue conseguenze sul mercato immobiliare albense, che negli ultimi tempi è sembrato in ripresa nonostante la crisi del colosso edilizio.
Il gruppo interessato dal probabile fallimento fa capo alla figlia e al genero di Vincenzino Ciarrocchi che dagli anni ‘50 ha avviato quello che poi è diventato un impero immobiliare, uno dei principali gruppi nella zona della costa vibratiana e non solo di Alba Adriatica, insieme a quello della famiglia Di Gennaro e altri. Al punto che sotto il nome di “C-House”, il gruppo Ciarrocchi era arrivato negli anni a pubblicizzare i propri appartamenti sui media nazionali con testimonial di fama.
(ha collaborato
Luca Tomassoni)
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