Il Kaffeina sfida il Comune «Non demoliamo niente»

29 Dicembre 2014

Alba, uno dei titolari del locale leader della movida annuncia su Facebook l’opposizione all’ordinanza che intima di buttare giù le strutture abusive

ALBA ADRIATICA. Il Kaffeina sfida apertamente l’ordinanza di demolizione del Comune di Alba Adriatica. «Quei “gazebo” rimarranno lì finché non sarà un terremoto a buttarli giù». Seccato per la vicenda, ha così usato i social network per tranquillizzare i suoi clienti Stefano Di Fabio, uno dei titolari del bar sul lungomare che è il riferimento della movida albense e che è tra i destinatari della dura missiva firmata dall’ufficio edilizia del Comune dopo che la polizia municipale ha accertato che gran parte delle strutture esterne bullonate a terra in legno e pvc del locale, popolatissime di giovani soprattutto nei fine settimana, sarebbero in realtà abusive, in quanto realizzate senza alcuna autorizzazione e titolo edilizio su marciapiedi pubblico.

Anche se Di Fabio sembra non accettare l’ordinanza, entro metà marzo prossimo scadranno i 90 giorni di tempo dati dal Comune ai titolari del Kaffeina per demolire le due ampie strutture coperte. Se ciò non dovesse accadere, il Comune stesso provvederà alla demolizione, girando poi il conto ai titolari, che a quel punto rischierebbero anche una denuncia penale. Per bloccare il procedimento di demolizione, la proprietà potrebbe però impugnare l’ordinanza al Tar dell’Aquila entro febbraio, con la speranza di ottenere una sospensiva.

A parte il caso del Kaffeina, nel frattempo è la diffusione musicale non a norma a tenere banco nel dibattito cittadino. Tantissime, infatti, sono le segnalazioni dei cittadini contro locali che riproducono musica amplificata fino a notte fonda senza i dovuti strumenti di insonorizzazione esterna. Talmente tante, che le forze dell’ordine sembrano faticare a seguirle tutte. Il sindaco Tonia Piccioni, che solo pochi giorni fa ha consentito la musica nei locali fino alle 2.30 della notte per tutte le feste natalizie, conferma il pugno duro del Comune contro i trasgressori, dopo l’ordinanza che ha già colpito il ristorante Fuego. «Vogliamo la musica», dice il sindaco, «e che Alba sia promossa, soprattutto tra i giovani, per una movida bella e controllata. Ma che i locali mettano a soqquadro interi quartieri di notte non rispettando le regole, in inverno è ancor meno tollerabile che in estate. Gli imprenditori devono unire i propri interessi a quelli della cittadinanza, investendo per non creare disagi a chi ha bisogno di quiete. Ben vengano quindi le segnalazioni dei cittadini, a cui garantiamo maggiori controlli nei locali».

Luca Tomassoni

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