Il legale del Coba: il Comune non può pretendere la Tari

14 Maggio 2015

GIULIANOVA. I balneatori del Coba rispondono per le rime alla lettera inviata loro dall’amministrazione comunale nella quale si ricordava che la raccolta rifiuti spetta al Comune (e che dunque...

GIULIANOVA. I balneatori del Coba rispondono per le rime alla lettera inviata loro dall’amministrazione comunale nella quale si ricordava che la raccolta rifiuti spetta al Comune (e che dunque dovevano pagare interamente la Tari), inviando una nota, redatta dall’avvocato Luigi Roma, in cui ribadiscono la legittimità della loro raccolta e dunque il diritto alla detassazione richiesta.

Non conferendo più al Comune, infatti, ma al gestore privato Am Consorzio Pineto, dal primo aprile, i balneatori hanno comunicato che pagheranno solo la quota fissa (il 27%) della Tari 2015, e non la variabile, risparmiando il 75% rispetto allo scorso anno. Nella nota, si sottolinea che «i rifiuti speciali assimilati agli urbani possono essere avviati autonomamente al recupero a cura ed onere del produttore o del detentore» e, a corredo di questa affermazione, il legale indica tutta la normativa di riferimento che garantisce al consorzio il diritto alla detassazione. «Il regolamento comunale», scrive Roma, «laddove non prevede sgravi per rifiuti che il produttore o il detentore ha avviato autonomamente al recupero assimilabili e assimilati, è illegittimo». L’avvocato informa, infatti, che la disciplina della Tari prevede che la privativa comunale nella raccolta porta a porta sussiste solo per i rifiuti avviati allo smaltimento con il servizio pubblico dell’ente, ma è anche «possibile per il produttore non domestico che avvia e dimostra di aver avviato in smaltimento il recupero dei rifiuti, con la conseguente estromissione dalla privativa dettata dall’ente». Insomma, spiega Roma, il regolamento Tari prevede situazioni simili a quella creata dal Coba e, di conseguenza, il regolamento comunale giuliese, che non prevede sgravi in tali casi, è da considerare illegittimo. Le casse comunali, insomma, risentiranno dei 370mila euro di Tari in meno che non pagheranno i balneatori. (m.t.)

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