Il liceo artistico verrà rifatto ex novo

2 Agosto 2019

Presentato il progetto: l’attuale Montauti sarà demolito. Per l’intervento sono stati stanziati quasi cinque milioni

TERAMO. Un’opera da quasi cinque milioni di euro «che ripensa completamente lo spazio urbano e la struttura» e che per la prima volta garantirà agli studenti anche una palestra. È il progetto del nuovo liceo artistico Montauti, che rappresenterà la prima scuola nuova del capoluogo: antisismica e progettata in maniera innovativa con la tecnologia Bim e laser scanner, che rende la progettazione estremamente dettagliata, riduce gli errori e abbatte il rischio di ricorsi e riserve in fase di gara d’appalto.
La progettazione di fattibilità dell’opera, realizzata dall’ingegnere Alfonso Marcozzi in team con il responsabile unico del progetto Marco Di Melchiorre (ingegnere dell’ente) e Raffaele Tecce specialista della tecnologia Bim, è stata presentata ufficialmente ieri mattina in Provincia dal consigliere delegato all’edilizia scolastica Luca Frangioni. «L’edificio sarà abbattuto e ricostruito ex novo nell’attuale sito», ha spiegato Frangioni, «e questo ci permetterà, oltre a migliorare i laboratori e avere una struttura più funzionale ed adeguata alle esigenze del corpo docente e degli studenti, anche di dotare finalmente la scuola di una palestra». A illustrare gli aspetti più tecnici il responsabile di progetto Di Melchiorre, che ha sottolineato l’importanza di aver utilizzato, per la progettazione di fattibilità, la tecnologia Bim. «Non è un semplice disegno, ha detto, ma un database che accompagnerà l’edificio in tutta la sua vita», ha sottolineato, «Ovviamente si tratta di un progetto preliminare che potrà subire delle modifiche migliorative». A scandire i tempi dell’iter che porterà alla realizzazione dell’opera il dirigente del competente settore della Provincia Di Liberatore. «A settembre ci sarà il bando per la progettazione definitiva-esecutiva», ha spiegato, «la cui aggiudicazione dovrebbe concludersi in 4-5 mesi. Altri 4-5 mesi saranno necessari per chiudere la progettazione e poi ci sarà la gara per l’affidamento dei lavori che potrebbero essere consegnati entro il 2020». Dal momento dell’affidamento, presumibilmente, serviranno circa due anni per la realizzazione dei lavori. «Possiamo ipotizzare», ha aggiunto Di Liberatore, «che la nuova scuola sarà pronta per l’anno scolastico 2022-2023».
Alla conferenza stampa è intervenuto anche il consigliere comunale di Teramo Raimondo Micheli. «Una bella giornata per Teramo», ha detto, «il segno che non tutto è perduto: una scelta che indica un percorso. Avete avuto coraggio decidendo di abbattere una struttura che non presentava alcun pregio per ricostruire in sicurezza». Soddisfazione è stata epressa anche dal presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, assente alla conferenza per motivi istituzionali. «Non è solo una scuola nuova», ha commentato, «è un nuovo concetto di scuola, aperta verso la comunità, che potrà ospitare mostre e iniziative». Nei prossimi anni saranno diverse le scuole interessate da lavori di ristrutturazione post sisma. Da qui la necessità di trovare sedi alternative adatte ad ospitare gli studenti durante i lavori.
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