Il M5S: «Inedificabile metà zona artigianale»

11 Ottobre 2018

Pineto, il consigliere Ferretti polemizza con l’annuncio del Comune sull’area di Borgo Santa Maria

PINETO. «Quasi metà della zona artigianale di Borgo Santa Maria di Pineto non è edificabile». E’ quanto evidenzia il consigliere d’opposizione del M5S Santino Ferretti dopo il recente annuncio dell’amministrazione comunale che dopo anni di blocco la zona artigianale era tornata parzialmente. «Gli ultimi studi geologici», si legge in una nota di Ferretti, «hanno decretato che ben 8 lotti non sono edificabili, quindi quasi metà dell'intera zona, che è senza dubbio una delle peggiori scelte urbanistiche delle amministrazioni comunali di Pineto. Il danno arrecato nel realizzarla è sotto gli occhi di tutti, con la strada provinciale per Atri in continua frana e con dei mostri di capannoni, talora abbandonati, che rendono il paesaggio decisamente sgradevole. Noi pinetesi ci continuiamo a chiedere come sia stato possibile collocare quell'area proprio vicino all’uscita dell’autostrada, offrendo in questo modo a chi arriva nella nostra città, un biglietto da visita così brutto, creato proprio alle pendici della collina, sulla cui sommità sorge il borgo antico di Mutignano (peraltro anch'esso in declino)». Il consigliere osserva che Pineto ha già una zona industriale, quella di Scerne, «che per collocazione ed estensione si pone come una delle migliori aree in tutta la costa adriatica». Ferretti inoltre si chiede come nella zona artigianale di Borgo S. Maria sia stato possibile ignorare la necessità di predisporre adeguati studi preventivi di fattibilità per evitare di far crollare la vicina strada provinciale. «Possibile che non sia stato effettuato nessuno studio preliminare per accertare le condizioni del sito? Fortuna è intervenuta la Regione a richiedere tali studi». Nei giorni scorsi il Comune di Pineto aveva reso noto che proprio a seguito di un recente studio geologico nell’area si era rilevato che nell’area di Borgo Santa Maria c’è un tratto senza alcun rischio idrogeologico (quello all’ingresso) dove è possibile edificare con alcune prescrizioni, e una zona con rischio più elevato dove non si potranno realizzare costruzioni. Il consigliere Alberto Dell’Orletta e il sindaco Robert Verrocchio evidenziavano: «Grazie a quanto emerso dal lavoro del geologo incaricato, nelle aree individuate come idonee a costruire sarà possibile completare gli iter autorizzativi sinora sospesi con il rilascio di titoli abilitativi e chi vorrà programmare nuovi interventi potrà farlo tenendo conto che si tratta di una zona artigianale».
Domenico Forcella
©RIPRODUZIONE RISERVATA.