Il militare indagato per eccesso di difesa

Decisione del pm Rosati dopo il tragico blitz antidroga in un appartamento di Alba in cui ha perso la vita un tunisino
ALBA ADRIATICA. Una tragedia, una disgrazia maturata nell'ambito di una normale operazione antidroga che si sarebbe dovuta concludere senza intoppi, come tante altre operazioni del genere condotte quotidianamente dai carabinieri del nucleo operativo per contrastare lo spaccio di stupefacenti.
A ventiquattro ore di distanza dal blitz antidroga nel quale è stato ucciso il trentasettenne tunisino Akim Hadyj, disoccupato in regola con il permesso di soggiorno, colpito da un colpo di pistola esploso da un brigadiere dei carabinieri della compagnia di Alba Adriatica, per la procura di Teramo la dinamica di quanto accaduto in quell'appartamento sul lungomare di Alba Adriatica sembra ormai chiara. Tanto che il pm Davide Rosati avrebbe già iscritto il militare nel registro degli indagati per l'ipotesi di reato di eccesso colposo di legittima difesa.
La tragedia, secondo una prima ricostruzione dei fatti, si sarebbe consumata in pochi minuti all'interno di un palazzone sul lungomare. Erano le 16.30 quando è scattato il blitz. Un'operazione di routine per i carabinieri che da tempo tenevano sotto controllo il tunisino. Alla sua abitazione erano arrivati grazie a delle soffiate di informatori che avevano confermato i sospetti che quell'appartamento fosse diventato un punto di riferimento per i tossicodipendenti del posto. E così giovedì pomeriggio avevano deciso di intervenire.
Ad effettuare il blitz due carabinieri in borghese, così come in tutte le operazioni di questo tipo, con una pattuglia del nucleo radiomobile in appoggio e pronta ad intervenire per ogni evenienza. Nulla poteva far presagire la tragedia, almeno secondo la versione fornita dagli inquirenti. Di certo i militari, quando hanno bussato alla porta dell'appartamento, non si aspettavano la reazione dei due stranieri che si trovavano all’interno. Il tunisino alla vista dei militari avrebbe prima cercato di spingerli indietro maneggiando quel coltello con cui avrebbe cercato di sferrare dei fendenti. E solo a quel punto dalla pistola del brigadiere sarebbe partito il colpo mortale.
Un colpo sparato dall'alto verso il basso, con l'obiettivo di spaventare il tunisino, e che dopo aver attraversato la porta lo avrebbe raggiunto alla coscia centrando l'arteria femorale. A quel punto mentre l'altro uomo presente nell'appartamento si sarebbe dileguato approfittando del trambusto i militari hanno chiamato i soccorsi che si sono però rivelati inutili.
Una dinamica, quella raccontata dai carabinieri, che avrebbe trovato piena conferma tanto che la procura, almeno per il momento, non avrebbe ritenuto opportuna nemmeno una perizia balistica. Qualche novità potrebbe arrivare comunque nelle prossime ore dagli ulteriori accertamenti disposti dal magistrato. Accertamenti che mirano anche ad identificare l'uomo che si trovava con la vittima al momento del blitz e che potrebbe fornire ulteriori elementi di indagine.
Nell'appartamento, posto sotto sequestro, sono stati rinvenuti un bilancino di precisione e delle banconote da 20 euro false, mentre la droga, circa 150 grammi di eroina, non sarebbe stata rinvenuta nell'appartamento ma nell'area antistante al palazzo dove uno dei due stranieri l'avrebbe gettata alla vista dei militari.
Alessia Marconi
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