Il ministero ci ripensa E convoca il tavolo tecnico

Oggi a Roma l’incontro per ridiscutere il mancato trasferimento ad Anas delle arterie teramane. Svolta dopo la battaglia a colpi di interpellanze di Ginoble (Pd)
ROMA. Alla fine, qualcosa si muove. Dopo la battaglia a colpi di interpellanze e interrogazioni del deputato Pd, Tommaso Ginoble, contro l’esclusione delle strade provinciali teramane dall’elenco dei 453 chilometri di rete viaria abruzzese che saranno trasferiti sotto la competenza dell’Anas, la partita si riapre. Con la convocazione di un tavolo tecnico, per oggi alle 15.30 al ministero delle Infrastrutture, spedita dal dicastero di Porta Pia e indirizzata al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, al presidente della Provincia di Teramo, Renzo Di Sabatino, all’Unione delle Province italiane (Upi), All’associazione nazionale dei Comuni (Anci) e alla stessa Anas.
Un tavolo per discutere «di revisione della rete stradale di interesse nazionale». E quindi, di fatto, per riconsiderare le decisioni della Conferenza unificata (Stato-Regioni e Stato-Città ed autonomie locali) che il 3 agosto scorso, sancendo l’intesa sullo schema di decreto del presidente del Consiglio dei ministri che trasferisce all’Anas 3.523 chilometri di strade «ricadenti nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Toscana e Umbria», aveva del tutto escluso le provinciali teramane.
«Una decisione incomprensibile, soprattutto se si considera che Teramo è stata la provincia più martoriata dal micidiale mix di terremoto e maltempo dello scorso inverno - ribadisce, sentito dal Centro, Ginoble -. Prendo atto che, dopo il mio reiterato intervento, la situazione si è finalmente sbloccata e mi auguro che, già domani (oggi, ndr), il tavolo tecnico convocato al ministero delle Infrastrutture ponga rimedio alla decisione della Conferenza unificata che, a tutti gli effetti, si configura come un atto insopportabile per l’intera provincia teramana».
La svolta - e la possibile inversione di rotta attesa con l’incontro al ministero di oggi - arriva dopo settimane di polemiche e scambi di accuse. A cominciare da quello tra la Provincia di Teramo e il governo, che, rispondendo alla prima interpellanza urgente di Ginoble con il sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro, aveva affermato che, nonostante la richiesta di inoltrare «le proprie eventuali osservazioni e/o richieste di integrazione», nulla sarebbe arrivato né «da parte della Provincia di Teramo né da parte dell’Upi». Versione respinta al mittente da Di Sabatino che, già il 14 febbraio scorso, aveva dichiarato «irricevibile la convenzione relativa al trasferimento delle strade all’Anas».
Poi, dopo la seconda interrogazione di Ginoble, la svolta. Stavolta con la risposta scritta del vice ministro Riccardo Nencini. La «direzione generale provvederà certamente ad avviare specifica istruttoria concernente l’istanza avanzata dall’Upi per conto della provincia di Teramo, istituendo apposito tavolo tecnico». Tavolo poi convocato per oggi.

