«Il nuovo ospedale si faccia a Villa Tordinia»

10 Settembre 2019

Secondo D’Alonzo questa soluzione avvantaggerebbe le zone interne della provincia 

TERAMO. Il sito migliore per realizzare il nuovo ospedale è la zona di Villa Tordinia dove si trova la Motorizzazione. È questa la proposta avanzata dal sindaco di Crognaleto Giuseppe D’Alonzo, secondo il quale questa soluzione favorirebbe le aree interne della provincia rimanendo comunque nel territorio comunale della città capoluogo. «Volendo ragionare in termini di rilancio delle aree interne», scrive D’Alonzo in una nota, «ritengo si debba pensare ad una localizzazione più baricentrica rispetto al contesto provinciale e più vicina alle piccole realtà, dove insiste maggiormente una popolazione anziana e più bisognosa di assistenza e cure sanitarie. È pensabile, se non necessario, realizzare la nuova struttura ospedaliera nei pressi di Villa Tordinia, ove è sita la Motorizzazione Civile, in modo da completare anche il Lotto Zero in direzione Montorio al Vomano. Tale progettualità creerebbe una condizione logistica ottimale e funzionale per le problematiche della città, della costa e soprattutto delle aree interne». Il sindaco di Crognaleto si rivolge dunque al sindaco di Teramo, al nuovo capo dipartimento della sanità della Regione, l’ex direttore generale della Asl teramana Roberto Fagnano, e a tutta la politica locale sostenendo che «è il momento di dimostrare con i fatti l’attenzione alle aree interne, che tanto si proclama nei momenti di riflessione. Organizzerò, a breve, un’intesa con i sindaci dell’entroterra per avanzare tale proposta nei modi e nelle forme più convenienti». D’Alonzo sostiene la sua proposta argomentando che, nonostante si parli molto del rilancio delle aree interne, di fatto si sta assistendo «ad un progressivo, e neppure lento, declino delle stesse. I drastici tagli disposti dai governi centrali e locali ai servizi essenziali, quali i trasporti con la riduzione delle corse messe a disposizione per facilitare la mobilità di chi vive nelle zone più disagiate, i servizi sociali e sanitari con la chiusura o il ridimensionamento dei presidi sanitari, a volte anche volontari, delle guardie mediche non più tutelate dalla normativa vigente, dei distretti sanitari di base, tra cui quello di Montorio al Vomano, i servizi correlati all’istruzione con l’ingiusta equiparazione dei piccoli plessi di montagna alle più grandi scuole metropolitane, hanno determinato una regressione inarrestabile delle aree interne, soprattutto di quelle montane». Per questo motivo assume un’importanza fondamentale «la scelta della localizzazione del nuovo presidio ospedaliero da realizzarsi nella Provincia di Teramo, grazie ad un finanziamento di quasi 82 milioni di euro». La sua quindi è la terza proposta sul campo, sempre riferendosi alla territorio comunale teramano, dopo quella di Piano d’Accio e quella di realizzare il nuovo ospedale nella stessa area di Villa Mosca dove si trova il Mazzini.