Il nuovo statuto della Team criticato da Di Sabatino

28 Aprile 2015

TERAMO. La delibera con le proposte di modifica dello statuto della Teramo Ambiente, finalizzate a ridefinire i rapporti tra i soci alla luce della gara europea per l’affidamento dei servizi e la...

TERAMO. La delibera con le proposte di modifica dello statuto della Teramo Ambiente, finalizzate a ridefinire i rapporti tra i soci alla luce della gara europea per l’affidamento dei servizi e la scelta del nuovo partner privato, incassa critiche anche da parte della maggioranza.

Alfonso Di Sabatino Martina, consigliere dei Popolari per Teramo, contesta intanto i tempi dell’affidamento: «Dieci anni sono troppi in termini di ritorno dell’investimento, sarebbero sufficienti sei annualità». Ma perplessità ulteriori aggiunge Di Sabatino anche su una norma di funzionamento del Cda che prevede, in caso di approvazione del budget, anche l’unanimità con l’amministratore delegato. Per il consigliere è più opportuna l’ipotesi di un’approvazione a maggioranza. Significativa sottolineatura Di Sabatino ha fatto sulla distinzione introdotta tra i servizi di igiene urbana e gli altri servizi strumentali: hanno due qualificazioni giuridiche diverse in attesa che si definisca il ruolo dell’Agir, l’autorità d’ambito dei rifiuti. Dietro l’acronimo della società “Sct”, Servizi comunali Teramo, confluiranno le commesse dei servizi strumentali (impianti termici, segnaletica, verde pubblico e cimiteri). Da qui la domanda di Di Sabatino: «Qual è la ragione politica per cui sono stati individuati quei servizi strumentali e non altri?».

Una contestazione analoga arriva da Fabio Berardini del Movimento 5 Stelle: «Il 30 aprile scadranno sia i servizi strumentali della Team sia l’igiene urbana ma l’amministrazione Brucchi, non avendo idea di come comportarsi, si è ridotta a gestire il problema all’ultimo minuto. Il risultato è una nuova gara in cui verranno affidati alla Team gli stessi servizi, togliendo però solo due servizi strumentali, ovvero la pulizia immobili e la custodia musei. Perché si crea una disparità tra lavoratori?» Berardini propone di costituire una società in house alla quale affidare i servizi rimasti fuori dalla gara. «Manca però la volontà politica di prendere in considerazione questa strada, e il taglio netto di oltre un milione di euro destinato alla pulizia degli uffici», conclude Berardini, «evidenzia la crisi delle casse comunali».

Marianna De Troia

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