Il paese si stringe attorno alla famiglia «Nonni scrupolosi»

La comunità è scioccata e partecipa commossa al lutto «Sono sfortunati, un parente stretto morì folgorato»
CANZANO. E' una comunità scioccata dalla tragedia, quella di Canzano: il comune della provincia teramana è un piccolo borgo a 461 metri a nord della valle del Vomano, rinomato per il centro storico, l'arte culinaria e la bellezza dei suoi merletti. Ci si conosce bene tutti, per nome quando non per soprannome, e la notizia della morte del piccolo Gioele ha fatto in poco tempo il giro del paese. Telefonate concitate per il cognome molto diffuso sul territorio, «ma Capitanio chi?» è la prima domanda. E tante persone accorse sul posto per capire: da subito gli abitanti di Canzano si sono stretti attorno al dolore della famiglia sconvolta dall'incidente.
Il primo commento tuttavia, nell'incredulità di una simile disgrazia, è stato unanime: «E' brava gente, davvero una famiglia per bene, molto attenta e anche molto riservata, quello che è successo è semplicemente terribile, cosa aggiungere?». Difficile in questi momenti raccogliere le testimonianze di vicini e conoscenti, il dolore merita pudore, e le lacrime prendono il sopravvento sulle parole. Gli abitanti di Canzano non hanno voglia di parlare e quelli che accettano preferiscono rimanere nell'ombra, per rispetto. La comunità in lutto racconta di nonno Giuliano come di un uomo buono, una persona di cuore. Giuliano Capitanio e la moglie Maria vivono in contrada Pluvicciano, in una casa singola su più piani immersa nella campagna canzanese. L'uomo era impiegato all'Enel, ma è andato in pensione e da allora trascorre le giornate occupandosi della terra che circonda la sua proprietà.
E' padre di tre figli, Luca il più piccolo, e Lucia e Sandro, entrambi con famiglia. Sandro, genitore trentottenne del piccolo Gioele, è elettricista, sposato con Flavia Armaroli. La madre, classe '76, originaria di Villa Falchini, si era trasferita con la famiglia in contrada Sodere di Canzano. Poi nell'agosto 2007 Sandro e Flavia si sono sposati e la giovane coppia ha deciso di andare a vivere nella casa dei genitori di lui. La nuova famiglia è allietata dalla nascita di una bambina, e a capodanno di due anni fa riceve la seconda gioia con la venuta di Gioele. Anche la signora Flavia lavora, è insegnante di ginnastica e ha un passato di allenatrice di pallavolo. I genitori lasciano spesso il figlio più piccolo ai nonni, la più grande va già alla scuola dell'infanzia. «Ma Giuliano e Maria sono persone così scrupolose», raccontano i vicini, «per tenere più sotto controllo i nipoti avevano anche fatto recintare il giardino». Difficile accettare l'accaduto. «Povera famiglia, come superare questo lutto?», commentano alcuni conoscenti e altri ancora aggiungono: «E' una famiglia sfortunata, piegata già da un'altra perdita». E ricordano il dolore di Giuliano per la morte del fratello, impiegato come lui all'Enel, e morto folgorato durante una giornata di lavoro mentre era abbarbicato su un palo della luce. «Ora questo dolore, la morte del nipote» e le parole muoiono in bocca soffocate da un dolore di partecipazione sentita. Tanti i messaggi di cordoglio, anche sul web, per la famiglia. E tanta vicinanza anche al nonno: in tanti hanno compreso il travaglio che l’uomo sta vivendo, immaginando il senso di colpa che lo opprime come un macigno.
Emanuela Michini
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