il parere del sindacato

Attenzione a non demonizzare i dipendenti della Asl. Il monito arriva da Andrea Salvi, segretario interregionale Abruzzo e Molise della Fp Cisl. «Capisco che l'azienda sanitaria si trovi in...
Attenzione a non demonizzare i dipendenti della Asl. Il monito arriva da Andrea Salvi, segretario interregionale Abruzzo e Molise della Fp Cisl. «Capisco che l'azienda sanitaria si trovi in difficoltà, ma fino a quando ci sono certificazioni che verificano la sussistenza dei requisiti non possiamo parlare di abusi. Stiamo infatti parlando di diritti frutto di una conquista», dichiara il sindacalista. Basta pensare alla legge 5 febbraio 1992 n. 104, più nota come legge 104/92, che è il riferimento legislativo "per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate".
Principali destinatari sono dunque i disabili, ma anche chi vive con loro.
Il presupposto su cui si basa la legge è infatti che l'autonomia e l'integrazione sociale si raggiungono garantendo al disabile e alla famiglia adeguato sostegno.E questo supporto può essere sotto forma di servizi di aiuto personale o familiare, ma si può anche intendere come aiuto psicologico, psicopedagogico, tecnico. E in questo quadro rientrano i permessi retribuiti per i parenti che si occupano dei disabili.
«Non si può generalizzare», riprende Andrea Salvi, «se ci sono degli abusi vanno provati e perseguiti. Ma non si può negare un diritto fondamentale per colpa di qualche scellerato che ne abusa. Certo, l'azienda sanitaria è in difficoltà. Ma la legge 104 è un diritto, così come la prescrizione. Non si devono criminalizzare i lavoratori che in questi anni, con grande spirito di sacrificio, hanno mandato avanti la baracca vista la grave carenza di personale».
Il segretario interregionale Abruzzo e Molise della Fp Cisl ricorda che la grave carenza di personale, causata da un lunghissimo blocco del turn over ha avuto ripercussioni dirette sul personale “superstite” che si è dovuto sobbarcare spesso lavoro aggiuntivo.

