Il pasticcio delle nomine al Parco del Cerrano

27 Settembre 2015

Il sindaco di Pineto convoca l’assemblea del Consorzio, ma la minoranza di Silvi chiede al prefetto di sospenderla. Il commissario D’Orazio: non si può svolgere

PINETO. Il rinnovo del consiglio di amministrazione del Parco marino del Cerrano sta assumendo i contorni di un pasticcio giuridico-politico. L’assemblea del consorzio del Parco – formata dai Comuni di Silvi e Pineto, dalla Provincia di Teramo e dalla Regione Abruzzo – è stato convocato per domani dal presidente del consorzio, il sindaco di Pineto Robert Verrocchio, ma la minoranza del Comune di Silvi ha chiesto al prefetto di sospenderla e lo stesso commissario del Parco Benigno D’Orazio, rispondendo alla richiesta di delucidazioni da parte del prefetto, ritiene che non ci sono le condizioni giuridiche perché possa svolgersi regolarmente e procedere legittimamente alla nomina del nuovo consiglio di amministrazione, organo all’interno del quale sarà scelto il nuovo presidente.

I componenti del cda devono essere designati dagli enti che compongono il consorzio,ma –fa sapere D’Orazio al prefetto –al momento «mancano gli atti delle varie giunte relativi alla designazione dei candidati a ricoprire il ruolo di componente il Cda». Nè può farlo la stessa assemblea perché, fa notare D’Orazio al prefetto, essa «svolge un ruolo di mera ratifica rispetto a dette designazioni che in realtà costituiscono vere e proprie nomine». Stando così le cose, aggiunge il commissario del Parco «si evince chiaramente che l’assemblea per la nomina dei componenti il Cda non poteva né doveva essere convocata ed in ogni caso non può tenersi per carenza assoluta degli atti fondanti il deliberato assembleare; atti che dovevano essere depositati preso la sede del Consorzio almeno 24 ore prima della riunione assembleare».

D’Orazio ritiene inoltre che gli enti che compongono il consorzio del Parco marino avrebbero dovuto prima modificare lo statuto – segnalando al prefetto che una sua proposta di modifica è pronta dal giugno scorso – e solo dopo convocare l’assemblea per le nomine.

Quello dello statuto è uno di nodi centrali della questione . Nella lettera inviata al prefetto per chiedere l’annullamento dell’assemblea i consiglieri di minoranza di Silv Michele Cassone, Enzo D’Isidoro, Annapaola Mazzone, Luciana Di Marco, Alessandro Valleriani ed Enrico Marini sostengono che «lo statuto, allo stato attuale, non consente di eleggere un consiglio di amministrazione in conformità allo statuto stesso, tale da garantire tutte le rappresentanze dei soci, delle minoranze consiliari e dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste, per intervenuta norma di legge che ha imposto la riduzione del numero dei consiglieri da nove a cinque». Un numero troppo ristretto anche perché la Provincia, che ne era uscita nel gennaio del 2014, ha deciso di rientrare nel consorzio per cui ha diritto a un suo rappresentante nel consiglio di amministrazione. I consiglieri di minoranza di Silvi, quindi, per «tutelare gli enti comunali e sovracomunali, l’ente Parco e soprattutto gli interessi del territorio legati alle attività di tutela e valorizzazione ambientale svolte dall’Amp Torre del Cerrano», chiedono al prefetto, «un suo urgente e risolutivo intervento onde evitare il protrarsi di una situazione che solleva non pochi dubbi di legittimità e legalità». (e.a.)

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