Il patto Gatti-Sottanelli fa infuriare il Pd

10 Dicembre 2021

I vertici Dem regionali considerano Azione fuori dal centrosinistra e informano sia Letta sia Calenda

TERAMO. Il “Gattinelli”, ovvero il patto sancito – per ora per le elezioni provinciali – tra l’ex assessore regionale Paolo Gatti e l’ex deputato Giulio Cesare Sottanelli, potrebbe cambiare il quadro politico non solo teramano ma addirittura regionale.
Il Pd abruzzese è furibondo per la nascita del “Gattinelli”. Ufficialmente i vertici dei Dem non commentano, ma dopo che il Centro, nell’edizione di ieri, ha annunciato che Gatti e Sottanelli intendono prolungare nel tempo la propria collaborazione e già pianificano un patto per le comunali di Teramo del 2023, ovviamente con l’obiettivo di scalzare l’amministrazione D’Alberto, dal Pd sono venuti fuori spifferi di fuoco contro l’ex deputato rosetano, che è il coordinatore regionale di Azione: ovvero di un partito che il Pd, a livello nazionale, considera alleato.
Il Pd abruzzese, invece, considera ormai Azione fuori dal centrosinistra e a sostegno, per la prossima scadenza elettorale regionale, della ricandidatura di Marco Marsilio o di chi per lui. Secondo fonti Dem, ai ripetuti inviti a discutere nel tavolo regionale Azione avrebbe sempre detto no in modo pregiudiziale preferendo guardare a destra e costruendo accordi sia per la prossima scadenza delle elezioni provinciali, sia per quella dei comuni capoluogo di provincia. Nell’ambito del lavoro di costruzione della coalizione che sfiderà la destra alle prossime regionali, il Pd Abruzzo non ammette geometrie variabili nei territori per quanto riguarda le alleanze (questo vale a Teramo come altrove), e considera la linea politica di Azione in Abruzzo un’anomalia nel panorama nazionale tanto che la questione è stata già segnalata dal Pd Abruzzo ai leader nazionali Letta e Calenda. Quest’ultimo, val la pena ricordarlo, siede nei banchi del parlamento europeo eletto nella lista del Pd.(d.v.)
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