Il Pd attacca Panichi: «Ha accentrato la gestione su di sè»

1 Ottobre 2019

VAL VIBRATA. Il livello di scontro all’interno dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata è alto. Il centrosinistra va all’attacco del presidente Angelo Panichi (che aveva ribattuto ai sindaci del...

VAL VIBRATA. Il livello di scontro all’interno dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata è alto. Il centrosinistra va all’attacco del presidente Angelo Panichi (che aveva ribattuto ai sindaci del centrosinistra sulle deleghe) perché «è stato tradito lo spirito con cui l’Unione è stata fondata, ovvero sulla condivisione, sulla responsabilità e sulla comune volontà di lavorare per il bene dei cittadini della vallata al di là dei meri interessi territoriali e di corrente». E così prosegue la nota Pd Val Vibrata: «Panichi invece di attaccare gli altri e accentrare tutta la gestione su di sé, dovrebbe dire ai cittadini cosa ha realizzato in un anno come presidente. La sua totale inoperosità nella gestione dell’Unione ha fatto in modo che il Partito democratico avesse espresso più volte l’inopportunità sulla sua riconferma. Il suo mea culpa ed un rinnovato impegno da parte sua ad una maggiore collegialità nella gestione aveva fatto sì che i nostri sindaci lo rivotassero, garantendo la sua riconferma per un secondo mandato. In un anno non ha assegnato nessuna delega, causa evidente della completa paralisi delle attività dell’Unione. Tanto per fare una precisazione ci teniamo a ricordare come, sulla pista ciclabile, il nostro rappresentante (Mauro Scarpantonio (ndr) non ha avuto più la delega da un oltre un anno». Il Pd ricorda a Panichi, relativamente alla piattaforma rifiuti, «che soltanto nelle ultime giunte del suo secondo mandato ha fatto richiesta alla Poliservice della conferma del cofinanziamento della piattaforma. L’Unione ha un proprio rappresentante e ha anche il diritto di veto nel Cda per la materia del ciclo dell’igiene». A Panichi si rimprovera la sua assenza sui diversi problemi fra cui il caso del depuratore della Wash Italia, i lezzi della Stam di Colonnella con 1.300 firme raccolte, i casi Mercatone Uno, Atr e Selta. C’è poi l’uscita di Alba Adriatica dalla Cuc ed infine «la revoca, inutilmente smentita, del finanziamento di centocinquantamila euro da parte della Regione, per il nuovo centro raccolta rifiuti di Sant’Omero, dovuta all’incapacità di presentare la corretta documentazione in tempi utili. Sul blocco dell’ufficio tecnico ha avuto un anno per riorganizzarlo, anche in questo caso nulla, ha atteso lo svuotamento dell’ufficio prima di porsi il problema su come riordinarlo. Sta invece modificando lo statuto in maniera frettolosa solo per poter rendere legittimo l’attuale avviso sul tempo determinato».(a.d.p.)
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