Il Pd: bilancio in rosso, colpa del sindaco

5 Dicembre 2014

TERAMO. Il Pd chiede al sindaco Brucchi di fare “mea culpa” su gestione di bilancio e spese. Allo sfogo del primo cittadino contro l’ennesimo taglio di risorse imposto dal governo il partito...

TERAMO. Il Pd chiede al sindaco Brucchi di fare “mea culpa” su gestione di bilancio e spese. Allo sfogo del primo cittadino contro l’ennesimo taglio di risorse imposto dal governo il partito risponde sollecitandolo a un’assunzione di responsabilità sui conti in rosso. La protesta inscenata dal sindaco per la recente disposizione nazionale che cancella l’esenzione dal pagamento dell’Imu per i terreni agricoli sotto i 400 metri, secondo il Pd, «rappresenta l’ennesimo debole tentativo di scaricare solo su altri soggetti e altri enti la responsabilità del fallimento della gestione politico-amministrativa del centrodestra». Quello che più sconcerta il partito è che Brucchi «continui a parlare come se fosse al primo mandato, come se non fosse il primo responsabile delle scelte che hanno portato alla disastrosa situazione in cui si è venuto a trovare il bilancio comunale con pesante ripercussione economica e sociale sulla collettività teramana».

Gianluca Pomante lancia invece una sorta di provocazione di carattere contabile. Secondo lui, per far quadrare i conti, il sindaco dovrebbe dimettersi e il consiglio andrebbe sciolto. «Questo comporterebbe per la città un risparmio di circa 600mila euro per i prossimi sei mesi», spiega, «e nel frattempo, tutti i provvedimenti finalizzati a vessare ulteriormente i cittadini sarebbero bloccati».

La replica del sindaco si sintetizza in un invito rivolto all’opposizione. «Facciano cinque minuti di vergogna», contrattacca, «se avessero a cuore le sorti della città sarebbero stati con me a Roma e non a casa». (g.d.m.)

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