Il Pd caccia i dissidenti Colonnelli, Zunica e Tulini

Tessere 2016 negate ai tre: così ha deciso il consiglio provinciale dei garanti Il consigliere albense: «Punito per aver fondato l’associazione Anno Zero»
ALBA ADRIATICA. La lite nel Pd finisce con la cacciata dei dissidenti. Tessera 2016 negata infatti al consigliere comunale di Alba Nicolino Colonnelli, stessa sorte a Civitella del Tronto per Daniele Zunica e l'ex sindaco Mario Tulini, che da anni chiede invano di poter rientrare nel Pd.
A prendere la decisione mercoledì è stato il consiglio provinciale dei garanti del Pd, dopo giorni di forte tensione tra la Val Vibrata e Teramo. «Avrei infranto lo statuto dando vita all'associazione Anno Zero e contestando ripetutamente la segreteria locale e provinciale»: così conferma la notizia Colonnelli, che poi commenta ironico: «Allora si ritiri la tessera anche a Matteo Renzi per avere fondato la Leopolda e si faccia lo stesso con tutti gli esponenti che hanno dato vita ad associazioni culturali. Sul dissenso, invece, ricordo che questo partito si chiama "Democratico"». Il consigliere albense, però, rimanda un'analisi dettagliata della vicenda ad una conferenza stampa che nei prossimi giorni dovrebbe tenere insieme a Zunica e Tulini, anche loro da anni al centro di forti contrasti con il segretario provinciale del Pd Gabriele Minosse e ora allontanati dal partito. Il rinvio di qualche giorno di una presa di posizione chiara e comune è motivato dal fatto che in queste ore i tre esponenti vibratiani stanno valutando le modalità di un ricorso contro la decisione dei garanti provinciali, la cui presentazione appare però già cosa sicura. Per qualcuno, del resto, l'epilogo ella vicenda era prevedibile da giorni. Da quando, almeno, la sede centrale del partito aveva inviato a Teramo la richiesta di tesseramento di Colonnelli, che il consigliere aveva effettuato tramite procedimento online anziché recandosi nella sede albense del partito. Troppo forti i contrasti tra la segreteria albense guidata da Gabriele Viviani e Colonnelli, infatti, per permettere una frequentazione comune della sede del partito di via Firenze, persino in questi giorni dedicati al tesseramento. La vicenda, ad ogni modo, per quanto "brusca" politicamente, non appare come una novità. La sorte del consigliere albense, che nel 2013 perse di un soffio le elezioni comunali grazie soprattutto alle divisioni del Partito Democratico locale, appare infatti simile a quella toccata nel recente passato a Franchino Giovannelli. Anche all'ex sindaco, vicinissimo a Colonnelli a cui passò il testimone della candidatura nel 2013, infatti, fu impedito il tesseramento, seppur con motivazioni diverse. Espulsione, invece, toccò all'ex consigliere regionale Giuseppe Di Luca, altro esponente di spicco dell'area centrista del Pd locale.
Luca Tomassoni
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