Il Pd: «Da Brucchi solo annunci»

6 Gennaio 2016

Il gruppo di opposizione, insieme a Teramo cambia, fa il controbilancio dell’attività amministrativa

TERAMO. L’opposizione ha scelto l’immagine dell’Annunciazione del Beato Angelico, con tanto di elenco di opere pubbliche arenate, per stroncare con una nota di sarcasmo il bilancio 2015 del sindaco Maurizio Brucchi definito dalla minoranza “Annus horribilis”. Tanti annunci dunque, secondo i consiglieri di Pd e Teramo Cambia che parlano di un sindaco commissariato dal governatore Luciano D’Alfonso. «E’ proprio il presidente Pd», secondo il segretario comunale Maurizio Angelotti, «a concedere i fondi e a dettare la linea politica su cui Brucchi si muove grazie ai finanziamenti della Regione. Per il resto, dal progetto Vedelago, al nuovo teatro, dal piano traffico alle manutenzioni, dall’ipogeo allo svincolo della Gammarana è tutto fermo a giudizio dei consiglieri. Questi i grandi temi nel mirino.

Put e Opere Pubbliche. Che fine ha fatto il piano urbano del traffico? Il capogruppo del Pd Gianguido D’Alberto ha ricordato che i sensi unici in circonvallazione Spalato e via del Castello, così come la rotondina smontata nel giro di pochi giorni tra circonvallazione Spalato e via Irelli erano gli obiettivi tracciati già nella conferenza stampa di bilancio dello scorso anno, ma nel frattempo nulla è stato fatto. Senza considerare i pastrocchi sui varchi. «Piuttosto il sindaco per il 2016 ripropone una ritrita pedonalizzazione completa del centro storico», dice D’Alberto, «ma che fine hanno fatto il piano parcheggi e il piano traffico per i quali sono stati spesi soldi di progettazione? E tra i progetti dormienti D’Alberto ha ricordato anche il nuovo teatro, i poli scolastici e la riqualificazione dell’ex stadio. «Non se ne sente più parlare, forse perché su questi temi non c’è mai stata coesione in maggioranza. L’altro grande obiettivo di Brucchi del 2016, cioè la riqualificazione del manicomio, potrà essere messo a segno solo grazie a D’Alfonso che ha previsto nel Masterplan 35milioni di euro a questo scopo». Stroncature sono arrivate da Maurizio Verna anche sulle opere pubbliche realizzate grazie ai fondi e relative alla copertura del campo scuola della Gammarana, Colleatterrato e Colleparco. «Quei fondi», per Verna, «non sono andati persi solo grazie alle proroghe concesse dalla Regione, ma i progetti sono stati rimodulati decine di volte e senza avere una logica se non quella di dare contentini elettorali». Pastrocchi analoghi sugli espropri e sulla progettazione dello svincolo del Lotto zero della Gammarana da cui è sparita la rampa verso Roma: «Tuttavia ai cittadini», osserva il consigliere Pd, «quella rampa inesistente è costata 800mila euro in più».

Sociale e cultura. Anche sulle politiche del sociale, tema che Brucchi ha particolarmente a cuore, la minoranza parla di fallimento ricordando la protesta esplosa da parte delle famiglie dei disabili chiamate a compartecipare alle spese di assistenza domiciliare ma anche le scelta di privatizzare gli asili nido. D’Alberto ha ricordato anche i ritardi sull’housing sociale di via Longo: «Le prime due palazzine dovevano essere liberate a dicembre 2013. Invece per colpa delle lungaggini ci sono decine di famiglie abbandonate a causa delle graduatorie bloccate sull’emergenza abitativa. Questo non è sociale?». Taglienti anche i giudizi di Francesca Di Timoteo sulla gestione della cultura. «A che serve l’ assessore Lucantoni se la delega viene esercitata dal consigliere Campana? Che fine ha fatto il Premio Teramo, e quale attenzione viene riservata ai siti archeologici sempre chiusi?». Analoghi quesiti da parte di Antonio Fiipponi di Teramo Cambia che parla di politiche giovanili inesistenti ricordando ancora che per l’ipogeo non c’è stata alcuna inaugurazione né c’è chiarezza sulla destinazione.

Crisi di maggioranza e Brucchi Ter. Le opposizioni si domandano ora su quali presupposti possa poggiare l’atteso rimpasto di giunta. «E’ inaccettabile continuare a mantenere 9 assessori» tuonano i consiglieri che chiedono a Brucchi valutare l’ipotesi di una giunta di soli 5 assessori tecnici. «È imbarazzante constatare che in queste consultazioni si parli soltanto dei numeri dei consiglieri che possono reggere gli assessorati. La dice lunga su come questa giunta abbia un’unica priorità: cioè la conservazione delle poltrone». (m.d.t.)

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