Il Pd giuliese riparte da Ruffini: «Bisogna tornare a fare squadra»

Finito il commissariamento, il neo segretario cittadino auspica unità, umiltà e un partito inclusivo: «Riaggregare le anime del centrosinistra ed essere opposizione anche senza avere consiglieri»
GIULIANOVA. Riaggregare le anime progressiste del centrosinistra è l’obiettivo del neo segretario Fabrice Ruffini del Partito Democratico giuliese, ricostruito sulle ceneri di quello uscito malconcio dalla consultazione del maggio 2019.
Non poter vantare nemmeno un rappresentante in consiglio comunale dopo aver gestito anni addietro la cosa pubblica con la maggioranza assoluta (Franco Gerardini sindaco), fa riflettere sulla rapida evoluzione della politica locale. Dopo mesi di commissariamento, prima con Renzo Di Sabatino e poi con Piergiorgio Possenti, il Pd ha ricostituito a Giulianova la propria struttura nominando prima i segretari dei tre circoli cittadini del Paese, Lido-Annunziata e Colleranesco-Case di Trento (nell’ordine Augusto Braca, Irene Bizzarri e Vittorio Caputo) e poi il segretario dell’Unione comunale Fabrice Ruffini, già consigliere comunale e assessore nella giunta Mastromauro. La voglia da parte di tutti gli iscritti è quella di ripartire e vengono lanciati appelli all’unità di intenti, all’umiltà nei comportamenti, alla lealtà al partito e al senso di appartenenza. Per Ruffini il compito è sicuramente arduo e impegnativo, anche perché il partito non può contare su un rappresentante in assemblea civica. Il neo segretario dell’Unione ricorda: «Un piccolo gruppo di iscritti con molta umiltà ha deciso di continuare ad interessarsi di politica. Abbiamo raccolto i cocci di un partito svuotato che ha attraversato un lungo periodo di incertezza dopo il commissariamento. Nonostante la sconfitta del 2019, in diversi non hanno abbandonato la nave decidendo di aprire una nuova stagione. Una riflessione va fatta a tutto campo confrontando gli opposti consensi ottenuti nello stesso giorno alle europee e alle comunali».
Lo stesso Ruffini ha in mente, assieme agli altri, un partito che riesca a riannodare i fili del centrosinistra partendo dal consolidamento del Pd. «Sarà un partito inclusivo, aperto a tutti coloro che offriranno soprattutto passione», sottolinea Ruffini, «e sicuramente non con l’uomo solo al comando, in quanto il lavoro dovrà essere di squadra e collegiale. Appena l’emergenza sanitaria sarà passata, torneremo ad incontrare i cittadini e saremo tra la gente per ascoltare proposte, idee ed anche critiche. Punti fondamentali sono la sanità e il funzionamento del nostro ospedale, il mondo del lavoro e il sociale. Non mancherà la nostra opposizione costruttiva sulle scelte errate dell’amministrazione comunale e nella segreteria che mi affiancherà ognuno avrà una delega specifica da curare».
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