Il Pd: giunta peggiorata ma non durerà molto

«È un’operazione gattopardesca che serve solo a far approvare il bilancio Viziate le nomine di Fracassa e Chiarini, inopportuno dare lo sport a Canzio»
TERAMO. I nuovi assessori nominati dal sindaco Maurizio Brucchi sono «da collezione primavera-estate». Pd e "Teramo cambia" usano una metafora da alta moda per evidenziare che si tratta di una «giunta a tempo, destinata a durare appena una stagione». La crisi in Comune, insomma, è tutt'altro che risolta e la tanto decantata discontinuità, con il cambio di passo invocato dalla stessa maggioranza, non s'è vista. «Brucchi è riuscito in un'impresa quasi impossibile», tuona Gianguido D'Alberto, capogruppo del Pd, «peggiorare il livello della giunta precedente».
Le nomine di Franco Fracassa, Roberto Canzio e Marco Chiarini più che il segno della rivoluzione auspicata ad esempio dal gruppo "Teramo soprattutto" di Alfonso "Dodo" Di Sabatino Martina è «l'ennesima dimostrazione del fallimento del sindaco e dell'amministrazione». Il numero degli assessori non è stato ridotto, fa notare D'Alberto, «e la rotazione delle deleghe si è rivelata una buffonata». Secondo il capogruppo del Pd, infatti, lo spostamento dei cinque assessori confermati da un ufficio all'altro non ha scalfito «l'assetto e la spartizione del potere tra i capibastone». Anzi, nella "gattopardesca" operazione finalizzata solo a far approvare il bilancio di previsione tra dieci giorni «sono stati premiati assessori come Francesca Lucantoni e Valeria Misticoni che hanno fallito». D'Alberto si riferisce anche a Domenico Sbraccia quando parla di «consiglieri che hanno fatto il balletto tra un gruppo e l'altro per avere un posto in giunta che garantirà un voto in più alla maggioranza».
Pd e "Teramo cambia" elencano una serie di aberrazioni che accompagnano il varo della nuova giunrta. «Sbraccia pochi mesi fa ha firmato la sfiducia al presidente del consiglio Milton Di Sabatino», evidenzia Francesca Di Timoteo, «e ora farte del suo stesso gruppo». Fracassa si ritrova in giunta dopo aver dichiarato che non avrebbe approvato il bilancio e sollecitato l'azzeramento delle indennità degli assessori. «Ci aspettiamo che rinunci al suo stipendio», attacca Antonio Filipponi, capogruppo della lista civica, «e che pretenda la stessa cosa dai suoi colleghi". Il nuovo assessore di "Futuro in", inoltre, sarebbe incompatibile con l'incarico appena ricevuto. «Non poteva essere nominato dal sindaco», tiene a precisare Manola Di Pasquale, «perché è anche consigliere provinciale». Problemi ci sarebbero anche per la designazione di Chiarini a causa delle consulenze che gli sono state assegnate da Brucchi, tra cui quella da oltre seimila euro ancora vigente per il riutilizzo del castello Della Monica, L'affidamento della delega allo sport a Canzio, invece, risulta «quantomeno inopportuna per i suoi trascorsi di dirigente sportivo». Alberto Melarangelo fa notare, inoltre, che l'assessorato alla cultura nasce senza fondi stanziati in bilancio, certificando «il fallimento decennale della politica in questo settore frutto di gestione clientelare».
Pd e "Teramo cambia" chiederanno in consiglio il dimezzamento delle indennità degli assessori per destinare la somma risparmiata agli interventi destinati ai disabili. «L'approvazione del bilancio sarà l'ultimo atto di dolore», conclude Ilaria De Sanctis parafrasando Di Sabatino Martina che aveva parlato di "ultimo atto di fede" avallando il piano economico presentato dalla Team per il "porta a porta".
Gennaro Della Monica
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