Il Pd: l’ex giunta ha lasciato un debito di 700mila euro

8 Dicembre 2018

ROSETO. «Dal 2013 fino a metà del 2016 il Comune di Roseto non ha corrisposto alla Provincia la Tefa, il tributo per esercizio e funzioni di tutela protezione e igiene dell’ambiente, per un totale di...

ROSETO. «Dal 2013 fino a metà del 2016 il Comune di Roseto non ha corrisposto alla Provincia la Tefa, il tributo per esercizio e funzioni di tutela protezione e igiene dell’ambiente, per un totale di circa 700 mila euro, che noi siamo stati costretti a pagare sacrificando le risorse bilancio di questi primi due anni e mezzo». A dirlo è il segretario cittadino del Pd Simone Aloisi puntando il dito contro l’ex sindaco Enio Pavone, e coinvolgendo anche l’ex dirigente di ragioneria, e attuale consigliera d’opposizione Rosaria Ciancaione.
La Tefa è prevista dal decreto legislativo del 30 dicembre 1992, che prevede l’istituzione di un tributo a favore delle Province per l’esercizio delle funzioni amministrative di interesse provinciale riguardanti l’organizzazione dello smaltimento dei rifiuti, il rilevamento, la disciplina e il controllo degli scarichi e delle emissioni, e la tutela, difesa e valorizzazione del suolo. Il tributo fu determinato anni fa dalla stessa Provincia nella misura del 5 per cento sugli introiti della Tari (tassa sui rifiuti). «La nota della Provincia in merito a questo debito arrivò addirittura nel 2015 quando noi ancora non c’eravamo», precisa Aloisi, «e dunque non fu presa in considerazione. Appena entrammo noi, a giugno 2016, trovammo questa cosa e facemmo un piano di rientro con la Provincia per il 2013, 2014, 2015 e i primi 6 mesi del 2016, che in sostanza abbiamo finito di pagare quest’anno, mentre la Tefa 2016, 2017 e 2018 l’abbiamo poi pagata regolarmente». Dunque l’amministrazione comunale attuale, dopo il famoso “disavanzo” di 2 milioni 714 mila euro, le anticipazioni di cassa per 4 milioni e 800 mila euro, i 700 mila euro dei loculi, accusa Pavone anche di questo ulteriore debito. «Noi, in redazione di bilancio 2019/2021», aggiunge Aloisi, «ci siamo accorti che avanzano alcune somme che appunto, negli anni precedenti, sono servite per ripianare questo debito. Fa sorridere Pavone che continua imperterrito a strumentalizzare ogni argomento, come per esempio le nostre mancanze in questi primi due anni e mezzo sulla manutenzione, sugli asfalti, sulle luci, tutti ambiti su cui saremmo potuti intervenire se lui non ci avesse lasciato tutti questi debiti, che poi sono ricaduti sulla nostra amministrazione e, di conseguenza, anche sui cittadini». Questo aspetto legato alla Tefa potrebbe ricadere sulla tariffa tari per il 2019? «Assolutamente no», conclude Aloisi, «nei primi due anni ci sono stati gli aumenti, nel primo anno anche molto alti, perché costretti a mettere a posto i conti, ma da ora in poi, per i prossimi tre anni, stiamo lavorando insieme a tutta la maggioranza per cercare di ridurre gradualmente le tariffe».(l.v.)
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