Il Pd: «Serrani ci attacca ma sui doppioni non dice nulla»
TERAMO. Il piano di dimensionamento scolastico continua a suscitare polemiche politiche, in particolare tra il vicepresdente della Provincia Severino Serrani, delegato alla scuola, e il gruppo...
TERAMO. Il piano di dimensionamento scolastico continua a suscitare polemiche politiche, in particolare tra il vicepresdente della Provincia Severino Serrani, delegato alla scuola, e il gruppo consiliare del Pd guidato dal consigliere Luca Pilotti. Serrani, contestando una precedente dichiarazione dei gruppo Pd, aveva detto che se ci sono problemi per le scuole, sono tutti imputabili allo steso Pd che negli ultimi cinque anni ha avuto in mano la pianificazione scolastica provinciale e regionale. Dichiarazioni che i Dem ritengono «al limite della diffamazione e non spiegano alcunché rispetto al merito della questione». Il gruppo Pd ribadisce quindi il problema posto sul piano di dimensionamento, cioè «quello della duplicazione degli indirizzi scolastici (citando la presenza sul territorio di 6 licei scientifici, 4 classici e tre alberghieri e altri indirizzi doppioni), evidenziando il pericolo che questa proliferazione comporta sul piano formativo». A tale proposito ribadiscono quanto scritto dall’Ufficio scolastico regionale alla Provincia: «Al fine di evitare frammentazione e duplicazione dell’offerta formativa, causa di disorientamento nelle scelte degli studenti, oltre che di abbassamento del servizio reso, in via generale si esprime parere negativo all’attivazione di nuovi indirizzi, articolazioni ed opzioni”, soprattutto se dispendiose». Per rispondere poi alla accusa di cattiva gestione in tema di politiche scolastiche di cui, secondo Serrani, si sarebbe resa responsabile la passata amministrazione provinciale guidata da Renzo Di Sabatino, «ricordiamo al vice presidente», scrive ancora il gruppo Pd, «che l’anno scorso la Provincia si espresse negativamente circa la richiesta di istituzione di un liceo classico ed un artistico a Giulianova, di un indirizzo scientifico a Roseto: tutti Comuni amministrati dalle allora forze di governo in Provincia (cioè dallo stesso partito democratico, ndr) e ai quali si disse no, con un provvedimento coraggioso, perché chi fa politica deve operare nell’interesse della collettività». «Il tono scomposto e volgare», conclude la nota, «adottato dal vice presidente non si addice al ruolo e appare molto lontano dalle parole del suo stesso presidente che, all’assemblea degli studenti, per prima cosa ha chiesto scusa per il mancato confronto».

