Il Pd si prepara alla notte della verità

7 Aprile 2018

Convocata per lunedì sera la riunione con dirigenti e iscritti per la scelta su alleanze e candidato

TERAMO. Sarà la notte della verità. Il Pd ha fissato a lunedì sera, con prospettive di dibattito fino a esaurimento di tutte le possibili soluzioni, la riunione decisiva per tracciare la strategia in vista delle prossime elezioni comunali. A poco più di mese dalla scadenza fissata al 10 giugno per la presentazione delle liste, i Dem chiameranno a raccolta segretari di circolo, dirigenti comunali e provinciali, nonché gli iscritti per un confronto a tutto campo dal quale ricavare indicazioni determinanti su alleanze, candidatura a sindaco e formazione della lista. Dopo il risultato inapprezzabile della trattativa al tavolo politico con i potenziali alleati dei partiti e dei gruppi civici d’area, lo scenario è aperto a tutti possibili sviluppi. A cominciare dalla primarie in cui il partito dovrebbe schierare un proprio candidato da mettere a confronto con Giovanni Cavallari. Quest’ultimo, infatti, sarebbe il solo disponibile alla consultazione preliminare. Non lo è affatto, invece, Gianguido D’Alberto che però potrebbe contare su una consistente sponda interna al partito nella riunione di lunedì sera qualora mandasse un segnale di piena apertura all’intesa con il Pd.
La dirigenza Dem, comunque, non esclude a priori il sostegno a uno dei due candidati di matrice civica già in campo, ma potrebbe anche optare per una soluzione interna da portare avanti in autonomia. Nell’ampia gamma delle ipotesi che potrebbero trasformarsi in realtà c’è anche quella di un ritorno su Renzo Di Sabatino. Designato come esploratore del partito per trattare con i due gruppi civici come candidato in pectore di un’eventuale coalizione, il presidente della Provincia ha fatto un passo indietro dopo aver constatato che sul suo nome non c’era una possibilità di sintesi. Di Sabatino ha lasciato campo libero per favorire la convergenza su Cavallari o D’Alberto, che però al momento non è stata ancora trovata. Se, dunque, non si arriverà a una soluzione unitaria, il partito potrebbe chiedergli di accettare comunque la candidatura. (g.d.m.)
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