Il Pd si tira fuori dall’amministrazione

29 Giugno 2017

«Sospesa ogni azione finché non ci sarà la nuova giunta». Mastromauro auspica un chiarimento, salta il consiglio

GIULIANOVA . Il Partito Democratico ha «sospeso ogni azione amministrativa» da ieri «fino a quando non si perverrà alla composizione di un nuovo esecutivo che possa finalmente incidere in maniera significativa per un concreto rilancio della città». Tutto questo, sottolinea il Pd, nel rispetto del mandato elettorale e delle esigenze dei cittadini. L’iniziativa dei Democratici prende le mosse dal fatto che «ipotesi tese a fornire adeguate soluzioni alla crisi che dura da circa quattro settimane non sono state trovate dal primo cittadino e il cambio di passo a lui richiesto, per migliorare le condizioni della città, tarda a verificarsi».
Insomma il Partito Democratico, dopo aver tergiversato parecchio, ha preferito mettere nero su bianco. Una decisione questa condivisa dalla segreteria locale e dal gruppo consiliare e sottoscritta anche dal segretario provinciale Gabriele Minosse. Lo stesso responsabile locale Filipponi parla di «città ferma, priva ormai di punti di riferimento e senza più passione attorno alle questioni pubbliche. Abbiamo più volte invocato un cambio di passo e la risoluzione di una crisi aperta dal sindaco ai primi del mese di giugno con la revoca delle deleghe agli assessori superstiti dopo le dimissioni di Germano Giovanardi e di Gian Luca Grimi. Per Giulianova vogliamo qualcosa di diverso rispetto all’appiattimento in atto che sta conducendo i giuliesi verso la noia più assoluta».
Immediata la replica del sindaco Mastromauro: «Mi sorprende questa decisione. Proprio ieri (martedì, ndc) avevo avuto un incontro con Filipponi ed altri due autorevoli membri dell'unione comunale del Pd condividendo il percorso per la formazione della nuova giunta con la definizione delle linee programmatiche di fine consiliatura». Il sindaco sostiene che nessuna situazione di stallo sia in atto e ricorda opere e progetti portati avanti come il secondo lotto della De Amicis, gli inverventi su viale Orsini, centro socio-culturale dell’Annunziata, nuova caserma dei carabinieri, oltre alla scuola di Colleranesco. Il sindaco ricorda anche la lotta per l’ospedale e l’incontro preliminare del 3 luglio prima della riunione fissata con il governatore D’Alfonso. Infine il sindaco auspica un chiarimento chiedendo di essere messo nelle condizioni nei prossimi giorni di formare una nuova giunta attraverso «una rosa di nomi che il Pd vorrà fornire nel più breve tempo possibile».
La prima conseguenza del botta e risposta tra Pd e sindaco è stato il mancato svolgimento del consiglio comunale in calendario ieri pomeriggio. Primo assente, in ordine di appello, il sindaco Mastromauro e poi tutti gli altri della maggioranza ad eccezione del presidente del consiglio Jurghens Cartone che ha constatato l’impossibilità di andare avanti nei lavori. Dall’opposizione arrivano le prime prese di posizione. Linea Retta con il capogruppo Fabrizio Retko parla di «atto irresponsabile da parte della maggioranza e soprattutto del Pd che non ha il coraggio di staccare la spina ad un sindaco rivelatosi non all’altezza di guidare la nostra città. Non si può giocare alla ricerca di privilegi quando il popolo chiede di tornare alle urne consapevole dell’inconsistenza dimostrata dall’attuale amministrazione». Franco Arboretti del Cittadino Governante ha voluto prendere la parola dopo l’appello nominale riecheggiato nella sala vuota dell’assise civica: «Solo il consigliere Antelli ha giustificato la propria assenza. E i consiglieri della maggioranza che hanno comunque una maggiore responsabilità intrinseca cosa hanno fatto sapere? Non so se sarò presente nel consiglio in seconda convocazione per motivi professionali, certo è che era programmata una discussione sulle scuole inagibili. Sicuramente una brutta pagina per la città».
Alfonso Aloisi
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