Il Pd: sui conti del Comune uno scoperto di 4 milioni

3 Marzo 2015

Il capogruppo D’Alberto lancia l’allarme sulla spesa per personale e utenze L’accusa al sindaco: «Non cerchi di scaricare le colpe sul passato»

TERAMO. I conti del Comune fanno scattare l'allarme da parte dell'opposizione. «La sempre più drammatica situazione finanziaria dell'ente», come la denifisce il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto, troverebbe conferma nei numeri relativi all'anticipazione di cassa utilizzata dall'amministrazione durante l'anno scorso.

La somma impiegata per le spese correnti, tra cui utenze e personale, grazie a una sorta di prestito basato sulle previsioni d'incasso derivante soprattutto dalle tasse non è stata del tutto recuperata. «L'importo dello scoperto al 31 dicembre 2014 ammonta a 4,3 milioni di euro», denuncia il rappresentante del centrosinistra, «e si tratta di un elemento di criticità strutturale».

Nei primi due mesi di quest'anno, infatti, l'amministrazione è stata costretta a ricorrere ad anticipazioni di cassa per 7,5 milioni di euro che lasciano presupporre un disavanzo ancora maggiore su base annua rispetto a quello già registrato.

L'origine dello scoperto riferito al 2014 sarà chiarita con l'esame del conto consuntivo che dirà se il problema è dipeso dai minori introiti prodotti dalla Tari e dalla Tasi rispetto alle stime. Sta di fatto però che, a detta di D'Alberto, i dati finanziari sono molto preoccupanti anche perché da quest'anno il bilancio comunale deve essere incentrato sugli incassi effettivi e non su previsioni da cui derivano le anticapazioni di spesa. Il capogruppo del Pd chiama in causa il sindaco Maurizio Brucchi. «Non cerchi di scaricare, come suo solito, le colpe sui tagli dei governi che si sono succeduti in questi anni», attacca D'Alberto, «infatti, se è vero che nel nostro Paese si è realizzato un federalismo schizofrenico che ha creato forte instabilità, la responsabilità per lo stato finanziario del nostro comune è tutta addebitabile alle scelte di chi ci malgoverna ormai da dieci anni». L'esempio lampante, secondo il consigliere di opposizione, è dato dall'accostamento tra l'imposizione fiscale e i costi della politica. «Quale credibilità può avere un sindaco che, da un lato, chiede sacrifici ai propri cittadini in termini di aumento esponenziale della pressione tributaria e di riduzione drastica dei servizi», domanda D'Alberto, «e dall’altro, in una situazione così delicata, non abbatte la spesa corrente improduttiva e continua a mantenere in piedi, a stipendio pieno, il carrozzone della giunta dei nove assessori tra l'altro incapace di risolvere anche i problemi più elementari che la nostra collettività solleva?». Il capogruppo del Pd, dunque, ritiene indispensabile che Brucchi riferisca quanto prima in consiglio comunale «della reale e non fittizia condizione del bilancio».

Gennaro Della Monica

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