Il Pd sull’ospedale: «Servizi e medici persi»
I Dem: «La sanità sia uno dei grandi temi del programma elettorale del centrosinistra»
GIULIANOVA. Perdita di servizi, carenze di organico e assenza di programmazione. Sono questi gli aspetti attuali dell’ospedale di Giulianova secondo il Partito Democratico locale, che in una nota evidenzia le difficoltà della sanità locale e regionale riprendendo i temi dell’incontro della scorsa settimana al centro polifunzionale I Pioppi, in cui sono intervenuti anche i consiglieri regionali Silvio Paolucci e Dino Pepe e il segretario regionale del Pd Daniele Marinelli.
«Nel 2019 la Regione Abruzzo promise la trasformazione dell’ospedale di Giulianova in Dea (dipartimento di emergenza e accettazione) di primo livello», si legge nella nota del Pd, «e anche l’attuale amministrazione si impegnò, ma ad oggi ancora non avviene. La sbandierata apertura del reparto di lungodegenza, inoltre, altro non è che l’unità di geriatria, già esistente. C’è poi una cronica carenza di medici, in particolare al pronto soccorso, dove ne sono 5 sui 10 previsti. Infine dal 2018 al 2022 c’è stata la perdita di 3.800 prestazioni, e negli ultimi giorni hanno annunciato la riduzione di posti letto in ortopedia, da 15 a 10, e l’uscita di due unità di personale medico da cardiologia».
Secondo il Pd la sanità giuliese dovrà essere al centro del programma elettorale. «Il tema della sanità giuliese, che negli ultimi 5 anni ha visto perdere diversi servizi oltre alla riduzione dei medici», continua la nota, «dovrà essere tra i punti caratterizzanti del programma elettorale del centrosinistra in vista delle prossime elezioni comunali del 2024». Infine il Pd accusa l’attuale governo regionale di aver speso le risorse previste per l’ospedale di Giulianova a favore di altri presidi. «Durante il governo del centrosinistra», prosegue la nota, «per l’edilizia sanitaria regionale erano previsti 143 milioni di euro, di cui 40 destinati, e accantonati, per l’ospedale di Giulianova. Ebbene, l’attuale governo regionale ha deciso di investirli in altri ospedali. Inoltre negli ultimi 5 anni, a livello regionale, ci sono state 25mila prestazioni in meno rispetto al periodo precedente, e il raddoppio dei tempi d’attesa per diversi esami».
Luca Venanzi

