Il Pd va all’attacco sulla nomina di Gatti Più cauto Arboretti

24 Marzo 2020

I Dem: «Uno spreco di soldi alla Giulianova Patrimonio» Il Cittadino Governante: «Contrari, ma ora no alla polemica»

GIULIANOVA. Il gruppo consiliare del Cittadino Governante conferma la propria contrarietà riguardo alla creazione della figura del direttore generale della Giulianova Patrimonio, carica per la quale l’amministratore unico Luca Ranalli ha nominato l’esponente politico teramano di centrodestra Paolo Gatti. Riguardo tale nomina, cui per il momento non rilascia giudizi in merito, il capogruppo Franco Arboretti, ricorda che il Cittadino Governante ha espresso sin dai tempi dell’amministrazione Mastromauro il proprio dissenso sull’inserimento di questo incarico, che attualmente prevede un compenso annuo di 54.377 euro lordi. «In questo delicato momento in cui la priorità assoluta è quella di poter superare tutti insieme l’emergenza coronavirus», dichiara Arboretti, «il Cittadino Governante non intende fare nessuna polemica politica: rimanderemo le nostre osservazioni inerenti la nomina di Paolo Gatti a tempo debito. In consiglio comunale, in due passaggi, sia all’epoca di Mastromauro, sia a dicembre scorso, durante l'attuale amministrazione guidata da Jwan Costantini, abbiamo ribadito con fermezza la nostra assoluta contrarietà all’istituzione la figura del direttore generale della Giulianova Patrimonio, che si aggiunge a quella dell’amministratore unico. 54000 euro rappresentano un costo enorme ed inutile per la collettività, poiché l’amministratore unico dovrebbe essere in grado da solo di occuparsi della municipalizzata. Il Cittadino Governante sceglie di mantenere un profilo basso, sarebbe inopportuno ora fare polemica politica. Avremo da dire delle cose in futuro in merito a questa nomina, nella fattispecie sulle modalità che sono state adottate e sulla gestione, al di là della persona».
Chi invece va all’attacco senza mezzi termini è il Pd teramano che parla di «scelta inopportuna e sbagliata». Sull’inopportunità della nomina, si legge nella nota della segreteria provinciale del Pd, «sarebbe fin troppo semplice invocare la situazione drammatica attuale. In un Paese dove sono sospesi i concorsi, non si riunisce il Parlamento né i consigli regionali e la vita di ogni cittadino è profondamente stravolta, è chiaro che è quantomeno opportuno mettersi a fare nomine». La questione, però, è più complessa, sostiene il Pd che già nel 2018 si era espresso contro l’istituzione della figura del direttore generale della Giulianova Patrimonio. «Si sarebbero potuti utilizzare i fondi destinati al d.g. per assumere del personale utile ai servizi», continua la nota, «si sarebbe potuto rivedere il piano industriale della società e renderlo maggiormente compatibile con le esigenze della città. Siamo sicuri che l’attuale amministratore unico, considerato anche il ruolo svolto in Team, abbia tutte le capacità tecniche ed operative per portare avanti la programmazione e gli interventi di Giulianova Patrimonio senza l’ausilio di ulteriori dirigenti. A cosa serve, allora, la nomina del direttore generale? Semplice: a sottolineare, qualora ce ne fosse stato bisogno, l’appartenenza dell'amministrazione comunale di Giulianova». (red.te-s.g.)
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