Il percorso senologico decolla e ora vuole il certificato europeo

Dal 2010 quintuplicate le visite e decuplicati gli interventi: Brucchi dà i numeri nel convegno della Fondazione Veronesi. La delegazione teramana è una delle più attive a livello nazionale
TERAMO. Il numero delle visite è aumentato di cinque volte, quello degli interventi si è quasi decuplicato. I dati del percorso senologico, attivato nel 2008 dalla Asl all'interno dell'ospedale "Mazzini" per combattere innanzitutto con la prevenzione il cancro alla mammella, parlano di una crescita costante che legittima la richiesta di certificazione europea per il servizio guidato da Maurizio Brucchi. E' stato proprio lui, ieri mattina, nella sala polifunzionale della Provincia, a illustrare i risultati inanellati in sette anni dall'unità operativa semplice che dirige. Il sindaco-medico ha colto l'occasione fornita da "Donna è....", il convegno organizzato dalla delegazione teramana della Fondazione Umberto Veronesi e dedicato allo studio e alla prevenzione del tumore alla mammella, per snocciolare cifre e indicare le prospettive del servizio.
Primo punto di riferimento, nella relazione di Brucchi, sono le visite. Nel 2010 sono state 860 e già l'anno dopo sono più che raddoppiate, attestandosi a 2.264. L'incremento è risultato più contenuto nel 2012, con 2.838 visite, ma è schizzato verso l'alto nell'ultimo biennio. Nel 2013 sono arrivate a 5.633 mentre l'anno passato sono rimaste nello stesso ordine di grandezza, con una leggera flessione a 5.457. Lo stesso trend in crescita è stato fatto registrare dagli interventi, passati dai 36 del 2008 al picco massimo di 227 riferito al 2013 ma che quest’anno, stando alle previsioni, dovrebbe essere ampiamente superato. «Finora ne abbiamo fatti settanta», tiene a precisare il responsabile del servizio, «per cui la proiezione a fine dicembre è di 280».
I numeri contano ma quello che più vale, a detta di Brucchi, è la funzionalità ottenuta con il percorso senologico. «Abbiamo invertito la tendenza», osserva, «non è più la paziente che deve andare a cercare il medico ma il contrario e questo avviene grazie alla struttura e al personale dedicato». Il salto di qualità dell'unità operativa diretta dal sindaco senologo è tale da legittimare la certificazione europea sulla base dei parametri Eusoma. «Abbiamo le carte in regola per ottenerla», sottolinea Brucchi, «la richiesta è già stata presentata alla Asl». Le linee guida per il rilascio del certificato indicano la realizzazione di almeno 150 interventi l'anno, limite già stabilmente superato, la presenza di un chirurgo che abbia fatto almeno cinquanta operazioni e briefing settimanali dedicati all'analisi e al controllo dei casi seguiti. In attesa del "bollino blu" europeo il percorso senologico teramano incassa i complimenti di Paolo Veronesi, figlio di Umberto, arrivato in città per partecipare al convegno "Donna è...". L'oncologo ricorda come l'istituto europeo di oncologia fondato dal padre abbia ospitato per due anni Brucchi, impegnato in un master, ed evidenzia che da questa esperienza è nato un rapporto stabile. «Tra noi c'è una collaborazione costante», osserva, «ci sentiamo spesso per condividere progetti e attività ma anche per condividere pareri medici».
La relazione professionale e di amicizia tra Veronesi e Brucchi ha anche portato alla costituzione a Teramo di una delle ventuno delegazioniterritoriali sparse in tutta Italia della Fondazione creata da Umberto. Anche in questo caso arrivano gli elogi da parte del medico, che è stato l'ospite d'onore del convegno al quale hanno partecipato un folto gruppo di studenti del liceo scientifico. «La delegazione teramana è una delle più attive per iniziative e raccolta fondi», osserva Paolo Veronesi, «senza dubbio è uno dei migliori esempi a livello nazionale». Una valutazione molto lusinghiera, dunque, resa concreta dal fatto che di Teramo è una borsista della Fondazione impegnata all'università dell'Aquila. Si tratta di Daniela Di Giacomo che, tra l'altro, nel convegno di ieri ha tenuto un intervento su “I geni responsabili della predisposizione ereditaria ai tumori della mammella e dell'ovaio”.
Gennaro Della Monica
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