Il piano che regola la riserva Borsacchio in aula dopo 16 anni

29 Aprile 2021

Ma alcuni consiglieri sono incompatibili, la seduta rischia il rinvio. E agli ambientalisti lo strumento non piace

ROSETO. Dopo ben 16 anni dall’istituzione della riserva del Borsacchio il Piano di assetto naturalistico (Pan) approda oggi in consiglio comunale, ma molto probabilmente la seduta sarà rinviata e riconvocata in seconda convocazione a martedì 4 maggio per incompatibilità di alcuni consiglieri.
Lo strumento, indispensabile per lo sviluppo della riserva, avrebbe dovuto essere adottato già quattro anni fa per la volontà espressa dal sindaco Sabatino Di Girolamo, ma le difficoltà degli uffici comunali per il personale scarso e la pandemia hanno ritardato tutto. Non mancano le polemiche delle associazioni ambientaliste: le Guide del Borsacchio, il Wwf e il comitato per la riserva naturale del Borsacchio hanno lanciato un appello a difesa della riserva scrivendo una lettera aperta indirizzata ai consiglieri comunali e all’amministrazione, precisando che il Pan è troppo spostato sull’edilizia e poco sulla natura. «La riserva è stata costituita nel 2005», si legge nella lettera, «per tutelare una zona che presenta particolare interesse naturalistico in funzione di una speciale tutela di emergenze geomorfologiche, floristiche, faunistiche, paleontologiche e archeologiche o di altri valori ambientali. In questo Pan però sono state eliminate le zone a (tutela integrale ambientale) e d (commerciale), pur dichiarando che erano previste nella legislazione istitutiva della riserva, lasciando solo le zone b (ristrutturazione dell’esistente) e c (implementazione dell’esistente). Nel far ciò il Pan modifica un atto legislativo della Regione, che con la legge regionale numero 34 del 2007 aveva individuato come zona a quella tra mare e ferrovia e come zona b quella tra ferrovia e statale».
Secondo le associazioni inoltre ci sarebbero vari punti preoccupanti che, invece di promuovere una tutela ambientale, ne compromettono la possibilità di protezione. «È previsto un sottopasso pedonale di accesso in corrispondenza della Casa Mataloni», continua la lettera, «con tanto di sottopasso ferroviario e passerella di accesso alla spiaggia e ben due parcheggi dietro la ferrovia e la nazionale. Non sono indicate le piste ciclabili, e persino quella esistente è indicata come strada carrabile». Ci sono forti dubbi anche sulla rete sentieristica e sulla possibilità di incentivare una cementificazione selvaggia e uno sviluppo di villaggi turistici a discapito della natura, e inoltre non ci sarebbe chiarezza sul futuro di Casa Mataloni o Casa Verde, la struttura che sta cadendo a pezzi a due passi dal mare. «Il 4 maggio», annuncia Marco Borgatti, presidente delle Guide del Borsacchio, «faremo una mobilitazione con poche persone per le disposizioni anti Covid in piazza del Comune.
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