«Il piano di Rolli ci mette a rischio»
Roseto, la concorrente Italsur accusa l’azienda e Confindustria: così chiudiamo
ROSETO. Una dura censura all’operazione varata dalla Rolli di Roseto e a Confindustria che l’appoggia. Lo rivolge un’azienda concorrente, anche se molto più piccola, la Italsur di Notaresco. L’azienda critica l’intervento di Confindustria che per bocca del suo direttore «invece di interessarsi delle sorti dei propri associati, si dà a sponsorizzare il progetto di un’azienda (la Rolli di Roseto, ndc) che, invocando l’applicazione di un contratto collettivo agricolo, si porrà necessariamente fuori Confindustria e che dovrebbe, quindi, avere quali propri sostenitori le organizzazioni sindacali datoriali degli agricoltori, più che quelle delle aziende industriali», fa notare Domenico Tullii, presidente di Italsur srl, che surgela e confeziona prodotti agricoli. Pomo della discordia le dichiarazioni del direttore Nicola Di Giovannantonio circa modalità e numeri sul passaggio della Rolli dal settore industriale a quello agricolo: operazione che ha generato uno stato di agitazione, tuttora in corso, nell’azienda rosetana.
«Dai dati di bilancio del 2012», sostiene Tullii, «si desume che la Rolli ha una solidità economica tale da farle registrare utili per circa 3 milioni di euro, inoltre ha un rating aziendale di massimo livello e non attraversa alcuna crisi economica. A fronte di tale situazione appare, quindi, del tutto incomprensibile la pretesa aziendale di ridurre le retribuzioni dei propri lavoratori, in totale spregio dei diritti acquisiti da questi ultimi e con l’alternativa di farli rimanere senza lavoro. Inoltre l’entità di tale decurtazione appare ben maggiore di quella ipotizzata, attestandosi, secondo un sommario calcolo, su un importo di circa 500 euro mensili pro capite». Il direttore di Confindustria ha invece parlato di circa 266 euro mensili pro capite. «Non spetta a Italsur indagare sulla conformità, rispetto alla normativa nazionale e comunitaria del progetto dell’azienda Rolli», dice ancora Tullii «anche se, in occasione di un incontro tenutosi in Confindustria, ha già (ma inutilmente!) chiesto a Confindustria Teramo di verificare presso il garante per la concorrenza del settore agricolo se l’iter prospettato da Rolli sia corretto». Tullii racconta di aver illustrato «le gravi ripercussioni di natura economica e occupazionale, sino al rischio della chiusura, che potrebbero derivare dal progetto». Tullii invita a un’attenzione nei confronti dei problemi di tutti gli associati.
Federico Centola
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