Il piano per la Patrimonio: svuotarla di beni e servizi

5 Marzo 2021

Per la società municipalizzata si prospetta il quarto anno consecutivo in rosso  Allo studio un nuovo progetto di risanamento con misure “lacrime e sangue”

GIULIANOVA. Per la municipalizzata Giulianova Patrimonio sarebbe giunto il momento delle “decisioni irreversibili” e questo dipenderebbe esclusivamente dalla situazione debitoria che non sembra accennare a invertire la rotta.
Nell’agosto del 2020, dopo qualche rinvio resosi necessario, è stato approvato “con riserva” il bilancio consuntivo del 2019, anche questo chiuso in perdita come i due precedenti e, pare, come sarà certificato per il documento contabile, che il medesimo risultato si avrà per quello del 2020. Si giungerebbe così al quarto anno consecutivo in deficit dell’azienda partecipata al 100% dal Comune di Giulianova. Alla luce dei tre precedenti bilanci in perdita, viene in soccorso la legge Madia che prevede per le municipalizzate l’elaborazione di un “piano di risanamento” che indichi soluzioni valide, realizzabili e praticabili per un deciso cambio di passo che possa condurre la società verso una situazione di tranquillità. Il piano, una volta elaborato, deve necessariamente passare per l’esame e l’approvazione del consiglio comunale. Nei mesi scorsi una prima bozza di piano di risanamento è stata presentata agli uffici comunali competenti visto che i contenuti dell’elaborato tecnico-finanziario dovranno essere trasferiti all’interno del bilancio di previsione del 2021, anche questo allo studio ed elaborazione.
Ma la bozza del piano di risanamento, come la precedente, sarebbe stata giudicata non percorribile e, comunque, non compatibile con il bilancio comunale. Così è stato provveduto a stilare una nuova edizione del “piano di risanamento” che prevedrebbe misure “lacrime e sangue” per la controllata. Si partirebbe da una significativa riduzione dei servizi in capo alla Giulianova Patrimonio. Una delle prime gestioni che tornerebbero in capo al Comune sarebbe quella che riguarda i parcheggi a pagamento che successivamente potrebbero finire nelle mani di una società esterna da cui l’amministrazione riceverebbe un canone annuale “pulito”. Altro importante e dispendioso servizio riguarderebbe il mercato ittico all’ingrosso per la gestione del quale è già in atto la costituzione di un consorzio costituito da armatori di vari pescherecci, commercianti, Ente Porto e Comune che avrebbe una conduzione completamente autonoma rispetto a quella in corso. Attualmente è la Giulianova Patrimonio che opera attivamente all’interno del mercato con una perdita di circa 70-80 mila euro annui. Ancora il piano di risanamento prevede la cessione di quasi tutti gli immobili in testa alla municipalizzata, Kursaal escluso, comprese le tante abitazioni presenti all’interno del centro storico che avrebbero un primo passaggio nel patrimonio del Comune. Da definire con la Regione il futuro dei 18 nuovi appartamenti di via Bellini. In sostanza rimarrebbe in piedi all’interno della controllata solo la cura del verde e poco altro. Poi l’ulteriore passo potrebbe essere la dismissione.
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