Il Piano regolatore in consiglio: ecco le linee guida del documento

Passaggio obbligato dopo l’ok in giunta, ma dello strumento si occuperà la prossima amministrazione Confermata la previsione di 2.500 abitanti in più, tempi lunghi per la variante sui vincoli decaduti
ROSETO. Nel prossimo consiglio comunale sarà portato il documento programmatico, le linee guida, del nuovo piano regolatore dopo la sua approvazione in giunta, ma per il nuovo Prg dovrà pensarci la prossima amministrazione. A precisarlo è l'assessore all'urbanistica Orazio Vannucci, che spiega l'importanza di questo documento come base fondamentale per il Prg. «Ci sono tutte le linee guida», dice Vannucci, «che agevoleranno la redazione del nuovo piano regolatore. Credo che in questi cinque anni abbiamo gettato delle ottime basi grazie al lavoro della Mate engineering del presidente Raffaele Gerometta, ai progettisti Giovanni Crocioni e Pietro Bertelli, e al consulente giuridico Paolo Urbani».
Il piano regolatore di Roseto è fermo al 1990, troppo tempo per una città che ha bisogno urgentemente di questo importante strumento urbanistico. L’incarico per redigere il nuovo piano fu affidato al progettista Nigro nel 2004, durante l’amministrazione guidata dal sindaco Franco Di Bonaventura, e nel marzo 2011 venne approvato. Nel 2008 però alcuni assessori e consiglieri, tra cui l’ex sindaco Enio Pavone, si dimisero proprio perché erano in disaccordo con molti punti contenenti nel Piano Nigro e, durante l’amministrazione 2011-2016, l’ex sindaco Pavone lo ritirò affidando l’incarico nel 2014 a Roberto Mascarucci, che ha lavorato al nuovo piano, in special modo sugli strumenti attuativi, fino al 2016. Un lavoro andato perso però, perché i nuovi incaricati dall’attuale amministrazione hanno ripreso in larga parte le linee guida del piano redatto da Nigro. «Il documento tiene conto di alcune criticità idrauliche e di viabilità», continua Vannucci, «ma rende anche in maniera plastica la tenuta del sistema produttivo, che vede perfettamente integrati il comparto turistico con quello del commercio e mare e campagna. Su questi presupposti si innesta il dimensionamento del piano che prevede 2500 abitanti in più, di cui 1500 troveranno collocazione nella variante dei servizi, nella quale verranno rimessi in circolo molti terreni di pregio e altri mille metri quadrati nella variante al Prg».
La variante ai vincoli decaduti (aree bianche senza destinazione urbanistica) invece, sulla quale questa amministrazione ha puntato molto, è ancora in fase di istruttoria, e difficilmente sarà portata in consiglio comunale entro fine mandato. Vannucci è fiducioso. «Credo che a breve possa essere pronta», dice, «in modo da portarla nell’ultimo consiglio comunale utile». Regolamentare le cosiddette aree bianche, quelle prive di destinazione urbanistica, è fondamentale per evitare cause che costringerebbero il Comune a risarcire i proprietari, come già accaduto nel recente passato, per diverse migliaia di euro.
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