«Il piano spiaggia è da annullare» Parte il ricorso del centrosinistra

3 Aprile 2024

Pd, Cittadino governante ed Evoluzione sostenibile impugnano il provvedimento varato dal Comune:  «Troppo spazio agli stabilimenti, non rispettata la quota di arenile che deve restare di uso gratuito»

GIULIANOVA. Il centrosinistra presenta un ricorso al Tar contro il nuovo piano spiaggia proposto dall’amministrazione comunale. È una mossa, condivisa da tutte le forze della coalizione, che arriva in seguito a una serie di preoccupazioni manifestate nei mesi scorsi da partiti e movimenti riguardo le potenziali implicazioni ambientali e sociali del nuovo piano demaniale marittimo comunale, adeguato ai principi del regolamento regionale.
Il ricorso inoltrato al Tar mira a mettere in discussione la validità e la legittimità dello strumento urbanistico, chiedendone l’annullamento dei provvedimenti con cui è stato adottato. I firmatari del ricorso, presentato il 29 marzo contro l’atto del Comune sono Fabrice Ruffini, in rappresentanza dell’Unione comunale del Pd, Franco Arboretti per il Cittadino governante e Archimede Forcellese a nome di “Evoluzione sostenibile”, tutti rappresentanti e difesi dall’avvocato Milena Di Marzio. Come controinteressato nel procedimento, viene citata la società Costa verde del balneatore Marco Marà. I ricorrenti chiedono l’annullamento della delibera del consiglio comunale numero 53 del 28 dicembre 2023, relativa all’approvazione della variante al piano demaniale marittimo comunale, nonché degli atti collegati, perché la sua applicazione danneggerebbe l’arenile e lo specchio acqueo giuliese e al contempo impedirebbe che ampi tratti di spiaggia libera a gratuita fruizione, previsti dall’amministrazione di centrosinistra in ragione del 25 per cento sull’intero arenile (in particolare nel tratto di spiaggia del lungomare monumentale), vengano soppressi e accorpati alle concessioni balneari già esistenti. I ricorrenti, nell’atto presentato al Tar, fanno rilevare che la legge regionale impone per le concessioni che si sviluppano su un fronte superiore a 70 metri di lasciare almeno il 20 per cento di spiaggia a fruizione gratuita. Il nuovo piano non avrebbe però rispettato questo vincolo, poiché alcuni balneatori avrebbero usufruito anche di alcune porzioni di arenile destinate a spiaggia libera su concessioni di tipo comunale. In conclusione, secondo quanto sostenuto dalle forze del centrosinistra, il piano spiaggia comunale avrebbe anche «violato la normativa nazionale ed europea in tema di rilascio di concessioni di beni demaniali marittimi a fini turistici ricreativi, che impone, per esercitare attività economica su di essi, l’adozione di procedure ad evidenza pubblica per assicurare il rispetto dei principi di concorrenza, trasparenza, libera circolazione dei servizi e libertà di stabilimento» e anche per queste motivazioni, ne chiedono l’annullamento al tribunale amministrativo.
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