Il piromane dei monti colpisce ancora

Dopo il Foltrone brucia Santo Stefano di Torricella e il fuoco minaccia un centro di migranti. I sindaci: chi ha visto denunci
TERAMO. Nell’Abruzzo che brucia tra piromani sempre più scatenati e montagne sempre più a rischio, i roghi continuano a divorare ettari su ettari minacciando case e ingoiando boschi. Nel giorno in cui le immagini raccontano lo sfregio dell’incendio non ancora spento di Monte Foltrone, l’emergenza si sposta a pochi chilometri di distanza: a Santo Stefano di Torricella le fiamme ingoiano dieci ettari di alta collina lambendo minacciosamente l’ostello di monte Fanum che ospita un centro di accoglienza per migranti. Anche qui fiamme dolose, focolai appiccati forse dalla stessa mano di Monte Foltrone e prima ancora di Magnanella vista la poca distanza tra i punti. E in questo scenario drammatico, con vigili del fuoco e volontari della Protezione civile al lavoro da ore senza il supporto di nessun mezzo aereo (impegnati in altre emergenze), le indagini dei carabinieri forestali cercano quello che gli investigatori non esitano a chiamare il piromane dei monti. Una persona, forse più di una.
L’APPELLO DEI SINDACI. «Chi ha visto qualcosa di sospetto parli» dicono Cristina Di Pietro e Daniele Palumbi, rispettivamente sindaci di Civitella del Tronto e Torricella Sicura. Sabato, quando le fiamme disegnavano scenari apocalittici su Monte Foltrone, per i teramani la montagna di Campli, il primo cittadino di Civitella ha istituito il Coc, il centro operativo comunale, e chiuso l’accesso alle Gole del Salinello, escursione tra le più suggestive dell’intero Abruzzo. Racconta dopo una notte trascorsa insieme ai volontari della Protezione civile e ai vigili del fuoco. «Hanno lavorato senza sosta per ore, a tutti loro il nostro grazie di cuore. Ai cittadini chiedo di collaborare con le forze dell’ordine. Chi ha visto qualcosa, qualcuno di sospetto aggirarsi denunci subito». Stesso invito dal primo cittadino di Torricella che in poco meno di tre giorni si è ritrovato per ben due volte a fronteggiare incendi sul suo territorio. Lancia un appello ai suoi concittadini affinchè chi ha visto qualcosa si presenti alle forze dell’ordine, ma non risparmia critiche «alla riforma che ha praticamente cancellato il corpo forestale dello Stato facendolo confluire nei carabinieri. Fino all’anno scorso c’era più vigilanza contro gli incendi, mentre quest’anno le emergenze sono continue». E ancora: «La situazione è difficile. Devono mandare dei mezzi aerei perchè solo così si riuscirà a domare completamente le fiamme. Capisco che ovunque ci siano emergenze, ma siamo tutti uguali e tutti con gli stessi diritti. Quando le cose non funzionano è una sconfitta dello Stato e questo non possiamo permettercelo».
ALTRA NOTTE DI LAVORO. Per tutta la notte vigili del fuoco e volontari della Protezione civile sono rimasti a Santo Stefano per continuare a tenere sotto controllo le fiamme e soprattutto tenerle lontane da alcune abitazioni della zona, così come è stata presidiata l’area che circonda l’ostello di Monte Fanum. Ed è stata una seconda notte di lavoro anche a Monte Foltrone dove ormai da più di 48 ore pompieri e volontari sono impegnati per circoscrivere le fiamme che nella giornata di sabato hanno divorato quindici ettari di boscaglia. Anche in questo caso lavoro immane visto che hanno operato solo squadre da terra senza nessun supporto aereo.
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