Il pm: ha ucciso il padre, va processato

Chiesto il rinvio a giudizio per il 46enne architetto accusato dell’omicidio volontario del genitore dopo una violenta lite
SILVI. La Procura conferma tutte le accuse e chiede il processo per Giuseppe Di Martino, il 46enne architetto di Silvi indagato per aver ucciso il 75enne papà Giovanni al termine di una violenta lite. A conclusione delle indagini il pm Enrica Medori ha fatto la richiesta di rinvio a giudizio. L’udienza davanti al gup è fissata per il 10 giugno. La tragedia si era consumata la notte tra il 13 e il 14 giugno del 2019 nella cucina dell’abitazione di via Dante Alighieri a Silvi dove la vittima viveva con la moglie e il figlio, rientrato da un anno dal Brasile.
Secondo la versione fornita all'epoca dal 46enne e dalla madre, e sempre confermata da questi ultimi, l’anziano sarebbe morto in seguito a una caduta accidentale al termine di una violenta lite, scaturita dalla decisione della donna di voler andare via di casa. Alterco in cui Giuseppe Di Martino sarebbe intervenuto per difendere la madre. Una versione alla quale non crede la Procura, che contesta l’accusa di l'omicidio volontario aggravato all’uomo difeso dall’avvocato Marco Pierdonati. Per investigatori e inquirenti la lite avrebbe riguardato solo padre e figlio: quest’ultimo avrebbe afferrato il papà al collo e gli avrebbe sbattuto la testa contro un tavolino. A escludere la lite tra Giovanni Di Martino e la moglie, in particolare, sarebbero i risultati della visita medica disposta sulla donna proprio dalla Procura poche ore dopo il fatto e che avrebbe escluso la presenza di ecchimosi o traumi. Di Martino, che all'indomani della tragedia era finito in carcere, da luglio è ai domiciliari dopo che il tribunale del Riesame ha accolto l'istanza del suo legale.
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