Il preside del Saffo: nuova sede subito

4 Marzo 2015

Roseto, D’Ambrosio chiede a Comune e Provincia di realizzare l’edificio nella zona nord della città

ROSETO. Una nuova sede per il liceo Saffo. Viriol D’Ambrosio, preside dell’istituto in questione, torna alla carica sulla questione e si rivolge a Provincia e Comune di Roseto perché si attivino in fretta per realizzare un edificio adeguato a ospitare gli studenti liceali.

Il loro numero è infatti aumentato in maniera esponenziale negli ultimi anni, tanto da costringere i due enti a trovare soluzioni tampone, ormai anch’esse inadeguate oltre che disagevoli soprattutto per studenti e insegnanti. «La necessità di realizzare un nuovo edificio, non più rinviabile», si legge nella lettera inviata dal preside D’Ambrosio a Provincia e Comune, «scaturisce da un’attenta e oggettiva analisi della situazione logistica e strutturale dell’attuale sede, riferibile sia alla insufficienza dei locali, sia ad aspetti di sicurezza».

Sull’argomento sono stati fatti diversi incontri tra le parti interessate, alcuni anche di recente, dai quali è emersa un’indicazione precisa da parte degli operatori scolatici: la nuova sede del Saffo va realizzata nella zona nord di Roseto. Un suggerimento preso in considerazione sia dal Comune che dalla Provincia – da cui dipende l’istituto superiore in questione, per il quale sborsa somme importanti per l’affitto di due edifici e palestra, ormai non più adeguati – anche se entrambi gli enti hanno rappresentato delle oggettive difficoltà per avviare e portare a termine l’opera.

Ma secondo il dirigente scolastico e i suoi collaboratori la soluzione migliore resta quella di Roseto nord. «Porre il nuovo complesso scolastico in una zona diversa da quella nord della città», prosegue il documento, «potrebbe rappresentare un errore strategico e svuotare di fatto le finalità che il progetto vuole perseguire». Bocciata senza appello l’alternativa di realizzare la nuova sede del Saffo a Voltarrosto, cioè dove si trova l’istituto ‘Moretti’, perché questo «allontanerebbe la scuola dalle vie di comunicazione», si legge in un altro passaggio della lettera, «rendendola più disagevole agli studenti fuorisede che provengono –per circa il 70% – dal territorio posto a nord del capoluogo e richiederebbe nuove linee di trasporto pubblico a costi non trascurabili, causando maggiore dispendio di risorse energetiche e inquinamento». (f.ce.)

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