NERETO
«A settembre tornerò a scuola perché ho sempre amato insegnare». Dopo l’aggressione subita dai quattro studenti minorenni dell’istituto Peano-Rosa di Nereto, il docente di diritto Antonio Strozzieri ha scelto di non rientrare per la conclusione dell’anno scolastico. Ma è pronto a tornare in cattedra all’inizio del prossimo. Quello che, probabilmente, sarà per lui l’ultimo essendo prossimo al pensionamento. Strozzieri fa inoltre sapere che non ritirerà la denuncia contro gli studenti, denunciati anche dalla scuola e per i quali è stata aperta un’inchiesta dal procuratore per i minorenni dell’Aquila David Mancini. A livello disciplinare invece rischiano la bocciatura con un’insufficienza in condotta o l’espulsione dall’istituto vibratiano.
Intanto Strozzieri resta fermo sulla sua decisione. «Non torno sui miei passi per quanto riguarda la denuncia, è un insegnamento», dice, «gli studenti devono fare un percorso educativo e anche le famiglie, perché devono interrogarsi sulle cose che accadono ai loro figli, su cosa non è andato bene nel rapporto educativo. Vorrei che ci si mettesse un po’ in discussione, che famiglie e studenti comincino a scavare dentro sé stessi e a riflettere».
PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI E ACQUISTA LA TUA COPIA DIGITALE
OPPURE IN EDICOLA
Il docente, amareggiato per quanto accaduto, non è più rientrato in classe dopo l’aggressione. «Non sto bene sia fisicamente che psicologicamente e per questo non sono rientrato», spiega Strozzieri, «Ma non lascio l’insegnamento. La scuola mi ha salvato: a scuola si insegna ma si imparano anche tantissime cose, si svolge anche un’intensa attività intellettuale e se uno ama insegnare fai una cosa che ti realizza. Alla fine per tanti aspetti non l’ho mai sentito come un lavoro, ma come una missione, e ho cercato sempre di formare dei ragazzi, di dargli anche delle virtù psicologiche, non solo cognitive, come il senso della sicurezza, rafforzare la volontà nelle scelte, non essere mai banali e approfondire, avere curiosità. Queste cose si insegnano e imparano. Non ho intenzione di mollare finché non andrò in pensione. Forse il prossimo sarà l’ultimo anno, insegno dal 1988».
Racconta anche di aver fatto, dopo l’aggressione, «delle riflessioni, ma non è un qualcosa di totalmente distruttivo tale da decidere di abbandonare la scuola. Cerco di trovare delle risorse intellettuali e morali dentro di me per continuare». Nei giorni successivi al grave episodio sono arrivati molti messaggi di incoraggiamento. «Ho ricevuto molto sostegno da tantissimi studenti», afferma Strozzieri, «Devo dire che ho ricevuto tantissimi messaggi di solidarietà e di stima, sono rimasto contento di questo. Quando uno subisce qualcosa in certi momenti ti senti un po’ solo, quindi un aiuto, un attestato di stima ti rinforza un po’».
Mentre non ha sentito né i familiari né gli stessi studenti autori dell’aggressione. Ma è arrivata nei giorni seguenti una lettera di scuse da parte di una delle famiglie. «Siamo profondamente mortificati per quanto successo», recita la missiva «e, al di là delle dinamiche che verranno chiarite nelle sedi opportune, riteniamo importante trasmetterle il nostro rammarico e la nostra vicinanza». E infine la famiglia ha augurato «una pronta guarigione» all’insegnante rimasto ferito al naso dopo l’aggressione.
A intervenire è stato anche il ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara, che ha contattato la dirigente scolastica Margherita Trua mostrando vicinanza al docente e plaudendo alla linea dura portata avanti dall’istituto. Per Valditara, dopo i recenti episodi di aggressioni a docenti nelle scuole italiane, «va ripristinato il rispetto dell’autorità dei professori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA