Il progettista: «Zebre pazze? Ecco il perché»
Roseto, le strisce pedonali finiscono nelle aiuole perché il lungomare non è stato ancora completato
ROSETO. «Condivido il disagio di alcune anomale uscite e ingressi sul lungomare centrale che sono state così predisposte in attesa della realizzazione della restante opera che ne prevede il ricongiungimento con viale Roma». Rossano Italiani, capo-progettista e direttore dei lavori per la realizzazione del nuovo lungomare di Roseto, spiega così la strana situazione nel tratto compreso tra le due rotonde, dove le strisce zebrate per l’attraversamento pedonale partono dal marciapiede per finire sulle aiuole o nel bel mezzo di parcheggi. Lo stesso Italiani racconta di aver «più volte sollecitato in passato» la realizzazione di passaggi provvisori tra le aree verdi e parcheggi.
Ecco svelato, dunque, il “mistero” delle strisce zebrate che vanno a finire nel nulla, con grave rischio per i pedoni. Meno chiaro è il motivo per cui il nuovo lungomare di Roseto non è stato realizzato sulla base del progetto vincitore del concorso bandito dal Comune (con tanto di esposizione degli elaborati e premio finale in denaro) al quale presero parte decine di tecnici da ogni parte d’Italia.
A ogni modo, il nuovo lungomare di Roseto è stato definito «monumentale» da un comitato di esperti urbanisti della biennale di Venezia, come ha tenuto a precisare Italiani, i quali lo avrebbero inserito tra i dieci lungomari più belli d’Italia.
«Quanto alla presunta pericolosità della pista ciclabile sopraelevata», puntualizza ancora Italiani, «si è dell’avviso che la stessa, oltre a possedere un restituito architettonico importante, è, contrariamente al pensiero comune, molto più sicura, funzionale e fruibile proprio perché non è posizionata allo stesso livello del traffico veicolare, quindi libera da eventuali pericolosissime invasioni».
Federico Centola
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