Il questore: a questa città servono più telecamere

Pennella richiama gli amministratori a potenziare i servizi di videosorveglianza Monito sul divertimento in strada: «Non deve mai sfociare nella malamovida»
TERAMO. I numeri a raccontare l'esserci sempre. Tra la gente. Così come da 171 anni a questa parte. Nell'aula magna dell'università le parole del questore Lucio Pennella esprimono al meglio la consapevolezza di chi sa quanto sia fondamentale garantire il senso di sicurezza. Con fermezza e umanità. Nel quotidiano e nelle grandi operazioni. E i numeri sono lì a fare la cronaca dell'esserci sempre nel giorno in cui si celebra l’anniversario della fondazione della polizia.
Con le parole del questore a rimarcare, ancora una volta, la necessità di avere un sistema efficace di videosorveglianza. Con un messaggio chiaro rivolto agli amministratori. «Teramo ha bisogno per essere considerata una città moderna di un sistema di videosorveglianza efficiente collegato alla centrale dei carabinieri e della polizia», ha detto Pennella, «Teramo non può più attendere. Tutto questo serve al benessere dei cittadini».
E ha aggiunto: «Se si reperiscono risorse per attività ludiche lo si deve fare anche per la sicurezza dei cittadini». E sul tema della sicurezza in città Pennella non ha mancato di ricordare i tanti casi di movida molesta e violenta avvenuti nello scorso inverno in centro. «Imprenditori senza scrupoli ed accecati da guadagni organizzavano feste e creavano problemi alla quiete pubblica», ha detto, «i cittadini devono godere degli spazi urbani collettivi, la movida non deve sfociare nella malamovida. Ho sentito parlare di militarizzazione del territorio. Questa è una polemica che poco mi avvince in quanto ritengo con assoluta certezza che la presenza delle forze di polizia in strada possa non essere gradita solo ai criminali o a coloro che sono imbevuti di furore ideologico e odio politico nei nostri confronti e non dalla stragrande parte dei cittadini che crede nelle istituzioni e nel senso dello Stato».
E in questo contesto i numeri dicono che nell’ultimo anno ci sono stati 19 Dacur, i divieti di accesso alle aree urbane, e 77 Daspo, i provvedimenti di divieto di accesso agli impianti sportivi. Particolare attenzione ai reati di violenza di genere, soprattutto dopo l’introduzione del Codice rosso. Strumento di fondamentale importanza è l'ammonimento del questore, primo scudo di protezione delle vittime. Nell'ultimo anno ne sono stati emessi 13. Dieci le misure cautelari eseguite e un sequestro patrimoniale nei confronti di una famiglia rom e della casa rosa di Alba Adriatica per spaccio.
Nel corso della celebrazione sono stati consegnati vari riconoscimenti. Encomio solenne al vice ispettore Luca Piselli; agli assistenti capo Alessandro Cimini; Fabio Carginari e Monica Iannella. Encomio all’assistente capo Orazio Favara. Lode al primo dirigente Mariapia Marinelli, al commissario Luigino Cerquitelli; al sostituto commissario Antonello Giusti e al vice sovritentendente Alessandro Convenuto.
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