Il rettore D’Amico contro i docenti del Braga

«Non hanno approfittato dell’opportunità offerta dal progetto di alta formazione dell’università»
TERAMO. È stato condito dalle polemiche l’evento conclusivo del progetto di alta formazione Abruzzo Musica, un’iniziativa che l’università di Teramo ha avviato in primis per offrire un’ancora di salvezza al Braga, anche se sarebbero stati proprio i docenti del Braga a infischirsene. E’ in sintesi l’accusa che il rettore dell’università di Teramo ed ex presidente del Braga Luciano D’Amico rivolge ai docenti. Secondo il rettore «era proprio il Braga a beneficiare della somma più importante del progetto per il quale la Regione ha stanziato 1milione e 400mila euro di cui 100mila euro per ciascuna delle tre università abruzzesi e il milione e 100 mila euro rimanti al Braga». Lo strappo si è consumato inizialmente sulle divergenze di vedute nate sulle ore di lavoro da impiegare nel progetto per il quale sono stati impegnati i docenti del Braga. Il contratto Afam (Alta formazione artistica e musicale) prevede 350 ore di impegno didattico formale all’anno e tale era la disponibilità dei docenti. «Meno di un ora al giorno di lavoro e ci hanno accusato di schiavismo», spiega il rettore. In realtà un circolare del ministero spiega che le ore complessive devono essere 1500, di cui 350 frontali, le altre da spendere in attività di ricerca e miglioramento della didattica. Da qui le divergenze deflagrate in un allontanamento delle reciproche posizioni che hanno spinto i docenti a percorrere a tutti i costi quella che il rettore giudica una «statizzazione malriuscita», gettando alle ortiche gli sforzi che l’ateneo ha fatto per garantire la prosecuzione delle attività. «Il Braga per mantenere il suo equilibrio necessita di 1milione e 600 mila euro all’anno», continua il rettore. «Considerando i fondi dell’alta formazione e gli 800mila euro concessi dal ministero, l’istituto avrebbe potuto proseguire le sue attività serenamente». Ma allora il problema qual era? «Io credo», risponde D’Amico, «che i grandi progetti come quello di un politecnico delle scienze e delle arti che io auspicavo per l’ex manicomio e che ancora auspico forse spaventano le piccole resistenze culturali e gli orticelli che impediscono la crescita della città. L’università è patrimonio di Teramo e al servizio del suo territorio. I progetti in cui volevo coinvolgere il Braga o adesso l’istituto zooprofilattico attraverso la creazione di un polo agro-bio-veterinario sono progetti di ampio respiro che andranno tutti ben oltre il mio mandato da rettore. Quindi probabilmente non ci sono in gioco le mie logiche di potere visto che il mio mandato non è rinnovabile, ma le incrostazioni sono altrove. Noi abbiamo coinvolto 180 musicisti con il progetto di alta formazione musicale e aperto a percorsi di valorizzazione del territorio. L’università oggi c’è ed è riuscita a concludere il suo percorso. Il Braga, nonostante si è aggiudicato 1milione e 100mila euro, no».
Marianna De Troia
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