Il rito dell’Infiorata torna dopo due anni tra opere d’arte e feste

In tanti hanno lavorato una notte intera per realizzare i quadri religiosi La storica manifestazione è ripartita dopo il fermo per la pandemia
TERAMO. Movimento, clima di festa, unione e ritorno alla normalità. L'infiorata artistica del Corpus Domini è tornata ad accendere di colori le vie del borgo di Torricella Sicura arrivando a Teramo dopo due anni di stop a causa della pandemia. Più di duecento infioritori da tutta la provincia sotto la direzione dell'associazione promotrice "TruciolinArte" e con la partecipazione di un gruppo di Magliano di Macerata hanno trascorso il pomeriggio e la serata di sabato fino all'alba per allestire i quindici quadri di trucioli in materiale ecocompatibile colorati ad acqua che hanno sostituito i fiori per il rispetto dell'ambiente.
Il tema di quest'anno è la famiglia ripreso da un'enciclica di Papa Francesco con alcune composizioni che hanno fatto riferimento ai simboli della pace. Per tutta la mattinata tantissimi sono stati i visitatori che hanno ammirato la sfilata di quadri e nel pomeriggio si è rinnovata la solenne processione del Corpus Domini sui tappeti dei fiori. Una tradizione che risale al XIII secolo quando c'era l'usanza di gettare i fiori per le strade durante i riti religiosi e che si è trasformata in una forma artistica.
E tre tappeti- due all'ingresso della cattedrale e uno in piazza Martiri, il più grande che raffigura “L'ultima cena” sono stati allestiti a Teramo sempre su iniziativa di TruciolinArte e realizzati dai gruppi di Tossicia, Bellante e dal gruppo scout. «È stato emozionante tornare ad allestire l'infiorata» ha detto Piergianni Vetuschi, presidente di TruciolinArte, « «Tornare a stare insieme, unire il paese e richiamare gruppi da tutta la provincia sono segnali importanti di fratellanza e ritorno alla normalità in un periodo storico martoriato da pandemia e guerra. È stata una organizzazione complessa per l'incertezza fino all’ultimo del poterla fare e la difficoltà a reperire i trucioli che ha limitato il numero delle installazioni, ma ne è valsa la pena perché Torricella è tornata alla vita con il coinvolgimento e la partecipazione di tutti e la voglia di tornare a fare».
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