Il rombo delle “rosse” incanta sulle strade della Coppa Belvedere

Sul percorso 45 equipaggi, partenza e arrivo al centro “Le Dune” Tra le più ammirate una F8 Tributo e una 488 pista, ma anche un’Alfa
SILVI . La pioggia non ha rovinato la festa. Il rombo delle Ferrari è risuonato sulle strade tra Silvi e Atri per la sesta edizione della rievocazione della Coppa Belvedere. Al via si sono presentati 45 equipaggi, arrivati da Abruzzo, Marche, Umbria, Lazio e Molise, a bordo di alcune tra le più belle e rare “rosse di Maranello”. Appuntamento alle 9.30 sul piazzale del centro residenziale “Le Dune” di Silvi sud per la prima passerella a beneficio di appassionati e curiosi. Accolte dalle note della banda Città di Chieti, tra le “rosse” più apprezzate spiccavano una F8 Tributo e una 488 pista, ma non è passata inosservata anche un’Alfa Romeo GTAm, motorizzata Ferrari. La benedizione sacerdotale ha preceduto il via al tour rievocativo lungo il percorso che ha portato gli equipaggi a Silvi Paese, per godere della suggestiva vista dal belvedere della Loggia, e poi ad Atri.
Qui i ferraristi hanno visitato il duomo, la chiesa di Santa Reparata e il teatro comunale prima di tornare al punto di partenza per il pranzo al ristorante Alusea. Nel pomeriggio gran finale, sempre sul piazzale del centro “Le Dune”, con l’attribuzione dei premi. Targhe raffiguranti l’iconico scudetto giallo con il cavallino rampante, simbolo della casa di Maranello, sono state consegnate ai fedelissimi della rievocazione, organizzata dalla Scuderia Ferrari Club Abruzzo, con il patrocinio dei Comuni attraversati dal percorso, della Regione, della Provincia e dell’Automobile Club di Teramo. Premi sono stati distribuiti, però, anche ai nuovi partecipanti e agli equipaggi che si sono presentati con le macchine più potenti del lotto. Grande la soddisfazione per il coordinatore dell’iniziativa Lanfranco D’Alesio. «È stata un’edizione bagnata e fortunata», sottolinea a conclusione dell’evento, «non possiamo che essere contenti per come è andata, per la partecipazione e anche perché i Comuni sono stati molto sensibili alle nostre esigenze». (g.d.m.)
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