Il rombo di decine di moto per dare l’addio a Guido

Colledara, tanti giovani al funerale del 21enne morto in un incidente vicino a casa Il messaggio degli amici: «Ciao biker rimarrai sempre nei nostri cuori»
COLLEDARA. Il rombo della sua amata moto da cross verde numero 42 parcheggiata dinanzi all’uscita della basilica di Santa Maria di Ronzano con sopra il casco e la maglia con lo stesso numero e il lancio dei palloncini verdi. È stato anche questo l’ultimo saluto a Guido Di Marco, il 21enne di Villa Petto di Colledara che domenica scorsa ha perso la vita schiantandosi con la sua moto da strada contro un muretto di recinzione a pochi metri dalla sua abitazione.
Quel rombo che Guido, grande appassionato ed esperto di moto tanto che «riusciva a parlarci con le due ruote» come hanno detto alcuni suoi compaesani, amava nel profondo e che accompagnava i suoi momenti felici delle gite domenicali con gli amici come quella di domenica mattina scorsa a Campotosto. E gli amici più cari vestiti con le tute da motociclisti lo hanno portato a spalla tra gli applausi di una folla che ha occupato tutta la chiesa e il piazzale antistante e in un rispettoso silenzio fatto di lacrime e di incredulità per la sua scomparsa. Una cerimonia funebre che si è svolta ieri pomeriggio nella basilica di Ronzano di Castel Castagna officiata da tre sacerdoti e nel segno della compostezza e della semplicità. Quella semplicità che caratterizzava Guido, «un ragazzo che conosco fin da piccolo, senza grilli per la testa, molto rispettoso, educato, responsabile ” come ha confidato con gli occhi lucidi una signora di Colledara.
Guido era molto amato e conosciuto nel suo paese, ma anche in quelli vicini e tanti giovani sono venuti a dargli l’addio. Un addio a “rombi di motore” che è proseguito anche nel corteo funebre fuori dalla chiesa quando sono volati altri palloncini verdi al passaggio del feretro. «Ciao biker, un saluto alla persona più sincera e onesta. Rimarrai sempre nei nostri cuori» hanno scritto gli amici di Miano. «Non è un addio, ma un arrivederci. Sarai sempre in mezzo a noi. Ti vogliamo bene» quelli di Villa Petto. «Si vive più andando 5 minuti al massimo su una moto come questa di quanto non faccia certa gente in una vita intera», gli hanno dedicato gli amici di una vita. Guido era un «ragazzo tranquillo, molto simpatico e scherzoso e amava oltre alle moto la Juve e lo sport e veniva spesso a giocare con noi” hanno ricordato gli amici del calcetto. Un ragazzo che frequentava la comunità locale e benvoluto anche dai clienti della ferramenta di famiglia dove lavorava con il papà Silvio e la mamma Anna. «Ci mancherà molto e la ferramenta non sarà la stessa senza il suo sorriso», hanno detto alcuni di loro aggiungendo, «ora è un angelo che proteggerà la sua mamma, il suo papà e il suo fratellino”. Un angelo «che riposerà tra gli angeli» come recita il grande striscione che i suoi compaesani hanno apposto sulla Sp 491 vicino alla sua abitazione.
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