Il Sappe: Lady Coumadin salvata dagli agenti

Il sindacato di polizia penitenziaria: «Operatori da premiare per aver sventato il suicidio»
TERAMO. «La professionalità degli agenti e del personale sanitario ha sventato la tragedia». Il Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria, interviene così sul tentativo di suicidio di Lady Coumadin, Daniela Lo Russo, detenuta nel carcere di Teramo, dove sta scontando una condanna a 13 e 8 mesi di reclusione per varie vicende giudiziarie, tra cui quella relativa al tentato omicidio del secondo marito.
«Mercoledì, verso le 22, la detenuta ha inscenato un tentato suicidio tramite inalazione di una bomboletta del gas tipo camping in uso alla popolazione detenuta per riscaldare le vivande», racconta il segretario provinciale Giuseppe Pallini, «con il serio rischio di morire se le agenti di polizia penitenziaria di servizio immediatamente accorse non le avessero strappato la busta di plastica che si era legata al collo con all’interno la bomboletta di gas aperta». Il dirigente sindacale sottolinea, dunque, «la professionalità del personale di polizia penitenziaria femminile che con grande tempismo ha evitato che una bravata si potesse trasformare in tragedia». Alle agenti vanno «il plauso e l’incondizionata stima» della segretaria del Sappe di Teramo. «Auspichiamo pertanto», conclude Pallini, «che il direttore del carcere ed il comandante del reparto di polizia penitenziaria propongano per queste bravissime poliziotte il dovuto riconoscimento premiale». Per il segretario generale del Sappe Donato Capece «questa è la polizia penitenziaria, pronta ad agire con gli altri operatori e con gli stessi detenuti, come in tale evento critico al carcere di Teramo, per tutelare la vita dei ristretti. Questa è comunità, ma nel rispetto dei difficili ruoli che ognuno viene chiamato a svolgere per la propria parte di competenza».
Il dirigente regionale del sindacato evidenzia che «l’ennesimo tentato suicidio di una persona detenuta, sventato in tempo dalla professionalità e dall’attenzione delle poliziotte, dimostra come i problemi sociali e umani permangono, eccome, nei penitenziari. Negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della polizia penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 23mila tentati suicidi e impedito che quasi 180mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze. Questo è quel che fanno tutti i giorni le donne e gli uomini del corpo: salvare la vita ai detenuti che tentano di togliersi la vita».

